(AGENPARL) - Roma, 2 Agosto 2026 - neofascista. Un'omissione grave che alimenta il revisionismo»*
«Nel giorno dell'anniversario della strage di Bologna, Giorgia Meloni
sceglie ancora una volta di parlare genericamente di "terrorismo", evitando
di ricordare che quella del 2 agosto 1980 fu una strage neofascista, come
hanno accertato sentenze passate in giudicato. Non è una dimenticanza: è
una scelta politica.
Le 85 vittime e gli oltre 200 feriti meritano una memoria fondata sulla
verità, non su formule generiche che cancellano le responsabilità storiche.
La presidente del Consiglio non può commemorare le vittime senza avere il
coraggio di pronunciare la parola neofascismo.
Questa omissione arriva mentre si moltiplicano i tentativi di riscrivere la
storia e di mettere in discussione le sentenze definitive sulla strage di
Bologna. Il silenzio della presidente del Consiglio finisce così per
offrire una sponda culturale al revisionismo.
È evidente la continua rincorsa di Meloni al consenso dell'estrema destra,
fino a inseguire le posizioni di Vannacci. Ma la memoria della strage di
Bologna non può essere sacrificata a un calcolo elettorale. Chi guida il
governo della Repubblica ha il dovere di affermare con chiarezza che quella
del 2 agosto 1980 fu una strage neofascista. La verità giudiziaria non si
piega alle convenienze politiche e la storia non si riscrive omettendo le
parole che fanno più paura.»
