(AGENPARL) - Roma, 25 Luglio 2026 - Il DDL governativo che pretende di rendere i minori “capaci di intendere e di volere” rappresenta un grave e inaccettabile capovolgimento sociale.
Con questo provvedimento il Governo Meloni non solo abdica alla propria responsabilità, ma derubrica deliberatamente famiglia e istituzioni dal ruolo fondamentale di formazione ed educazione dei cittadini. Invece di rimuovere le disuguaglianze con politiche concrete – scuola di qualità, sanità accessibile, lavoro dignitoso e stabilità economica – si sceglie di punire i giovani più sfortunati, quelli cresciuti in contesti di deprivazione, abbandonati da uno Stato che ha smesso di fare lo Stato.
Si stanno di fatto creando due Italie: quella dei benestanti, protetti da reti familiari e opportunità, e quella dei meno abbienti, su cui si scaricano responsabilità penali e civili che non possono e non devono gravare sulle loro spalle.
Lo Stato sociale e le politiche sociali restano, per questo Governo, mere sconosciute. Si preferisce colpire al cuore della società – i giovani – piuttosto che assumersi la responsabilità di averli lasciati soli, insieme alle loro famiglie. Chi non accetta lo status quo della sottomissione e della precarietà viene punito due volte: prima dall’abbandono, poi dalla legge.
Questo non è un intervento di giustizia. È un atto di deresponsabilizzazione istituzionale e un attacco frontale al principio di uguaglianza.
Esprimo la più ferma e indignata disapprovazione verso questa scelta politica.
Lo dichiara Marinella Pacifico, già Senatrice della Repubblica.
