Recepiti i nuovi LEA e introdotte prestazioni più avanzate, ma i budget non sono stati adeguati. Gli operatori chiedono certezze sulla copertura economica delle cure
(AGENPARL) - Roma, 24 Luglio 2026 - La rete della radioterapia accreditata in Campania lancia un nuovo allarme sulla sostenibilità dell’assistenza ai pazienti oncologici. Al centro della vicenda vi è il mancato adeguamento dei budget regionali dopo l’entrata in vigore dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), con il rischio che, in assenza di interventi amministrativi, possano interrompersi le prestazioni erogate per conto del Servizio Sanitario Nazionale.
Nel 2025 la Regione Campania ha recepito e reso applicabili i nuovi LEA anche nel settore della radioterapia, superando le limitazioni che in passato derivavano dal Piano di rientro dal disavanzo sanitario. L’adeguamento ha consentito alla Campania di allinearsi ad altre regioni, tra cui Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, dove tali prestazioni erano già operative.
L’introduzione dei nuovi LEA ha comportato l’erogazione di trattamenti tecnologicamente più avanzati e caratterizzati da costi significativamente superiori rispetto al passato. Per garantire tali prestazioni, numerosi centri accreditati hanno effettuato importanti investimenti in apparecchiature, tecnologie e organizzazione.
Budget invariato nonostante l’aumento delle prestazioni
Secondo quanto riferito dagli operatori del settore, il problema nasce dal fatto che il budget complessivamente assegnato alla radioterapia accreditata, pari a circa 45 milioni di euro, non sarebbe stato adeguato nel 2025, pur essendo cambiato il sistema tariffario con l’introduzione delle nuove prestazioni previste dai LEA.
Lo stanziamento sarebbe infatti rimasto sostanzialmente parametrato ai valori economici del 2024, quando erano ancora applicabili le precedenti tariffe.
Secondo i dati rappresentati dagli operatori, tale situazione avrebbe determinato, a fine 2025, uno sforamento complessivo del tetto di spesa di circa 38 milioni di euro.
I centri accreditati riferiscono di avere accettato, nell’ambito della definizione dei rapporti economici relativi al 2025, una significativa riduzione delle somme ancora dovute, pur rappresentando che una parte delle spettanze non risulterebbe ancora liquidata.
Nessun contratto ancora sottoscritto per il 2026
Ulteriore elemento di criticità riguarda l’anno 2026.
Secondo quanto riferito, allo stato non risulterebbero ancora sottoscritti i contratti con tutti i soggetti accreditati per l’erogazione delle prestazioni di radioterapia in regime di Servizio Sanitario Nazionale.
In assenza di una disciplina contrattuale definitiva, gli operatori evidenziano che avrebbero potuto interrompere l’attività già dall’inizio dell’anno.
I centri hanno tuttavia scelto di proseguire nell’erogazione delle prestazioni, dichiarando di avere agito per senso di responsabilità nei confronti dei pazienti, facendo temporaneamente affidamento sullo stanziamento ordinario previsto per il 2025.
Risorse destinate a esaurirsi entro luglio
Secondo le stime degli operatori, mantenendo invariato il livello di finanziamento del 2025, già coincidente con quello del 2024, le risorse disponibili per la radioterapia sarebbero destinate ad esaurirsi entro la fine del mese di luglio 2026.
In tale scenario, i centri evidenziano l’assenza di certezze circa la copertura economica delle prestazioni da erogare nel restante periodo dell’anno.
La comunicazione alla Regione Campania
Per richiamare l’attenzione sulla situazione, il 24 giugno 2026 i centri accreditati operanti nella radioterapia hanno trasmesso una comunicazione alla Regione Campania, chiedendo chiarimenti sulla programmazione economica e rappresentando che, in assenza di provvedimenti concreti, avrebbero potuto interrompere l’erogazione delle prestazioni a carico del Servizio Sanitario Nazionale a partire dal mese di agosto.
Successivamente, il 20 luglio 2026, la Regione Campania ha convocato un incontro con tutti i soggetti interessati per approfondire gli aspetti tecnici e finanziari della vicenda.
Secondo quanto riferito dai partecipanti, l’incontro si è svolto in un clima di dialogo istituzionale e di reciproca disponibilità, ma si sarebbe concluso senza l’adozione di decisioni operative o di provvedimenti idonei a risolvere le criticità evidenziate.
Gli operatori: «Serve certezza sulla copertura economica»
Gli operatori precisano che la richiesta avanzata alla Regione non riguarda un incremento indiscriminato delle risorse, bensì la necessità di conoscere con certezza il livello di copertura economica delle prestazioni che saranno chiamati a erogare oltre il budget attualmente disponibile.
Secondo i rappresentanti dei centri, la programmazione sanitaria richiede infatti regole certe e sostenibili, soprattutto in un settore altamente specialistico come la radioterapia, caratterizzato da elevati costi tecnologici, investimenti continui e prestazioni destinate prevalentemente ai pazienti oncologici.
La vicenda rimane pertanto aperta e l’auspicio degli operatori è che possa essere individuata in tempi rapidi una soluzione condivisa che consenta di garantire la continuità assistenziale, la sostenibilità economica delle strutture accreditate e il pieno accesso dei cittadini alle cure previste dai Livelli Essenziali di Assistenza.
