(AGENPARL) - Roma, 24 Luglio 2026 - Comunicato delle Associazioni
Un gruppo di associazioni e di esperti presentano il documento
“Gestione Ospedaliera e ambulatoriale per pazienti affetti da Ipersensibilità
Elettromagnetica (EHS) e Sensibilità Chimica Multipla (MCS)”. Fino ad oggi, i
protocolli esistenti riguardavano esclusivamente la Sensibilità Chimica Multipla
(MCS), lasciando i pazienti affetti da Ipersensibilità Elettromagnetica (EHS). in un
totale vuoto assistenziale, ma questo testo fornisce una proposta integrale di
trattamento.
Il testo sintetizza gli studi scientifici pubblicati a livello internazionale per dare
indicazioni su come accogliere in sicurezza questi malati. Richiamando una vasta
letteratura medica peer-reviewed su banche dati mondiali come PubMed, il testo
descrive queste patologie come gravi sindromi organiche immuno-tossiche e
neurotossiche di origine ambientale. L’esposizione a inquinanti chimici quotidiani (es.
profumi, pesticidi) o fisici (tecnologie wireless, 5G, campi a bassa frequenza)
scatena nei malati reazioni sistemiche acute e debilitanti.
Per garantire il diritto costituzionale alla cura e superare l’attuale vuoto
amministrativo, le associazioni propongono protocolli assistenziali integrati che
includono misure specifiche tratte dal documento:
● Mezzi di trasporto e ambulanze: predisposizione di schermature o
baldacchini in tessuto non conduttivo nei mezzi di soccorso, possibilità di
disattivare la geolocalizzazione e il wireless durante il tragitto e motori spenti
nelle fasi di salita e discesa per i casi più gravi.
● Emergenze in Pronto Soccorso: identificazione rapida tramite tessera
sanitaria, isolamento immediato da altri pazienti o visitatori, assoluto divieto di
braccialetti identificativi wireless (RFID) a favore di quelli cartacei.
● Adeguamento degli ambienti ospedalieri: stanze singole con bagno poste
a piani terra, lontane da fonti elettriche e ripetitori, e utilizzo di presidi salvavita
provvisori come i baldacchini schermanti contro le radiofrequenze.
● Gestione della Sala Operatoria: programmazione degli interventi come primi
della giornata per garantire locali privi di composti organici volatili (VOC),
decontaminazione pre-operatoria della stanza con acqua e bicarbonato,
divieto assoluto di uso del bisturi elettrico su pazienti EHS ed esclusione delle
protesi metalliche. Il personale deve operare senza dispositivi wireless attivi
(smartwatch o cellulari) e senza profumi o deodoranti.
● Trattamento terapeutico e protocolli di cura: in linea con i principali testi di
consenso scientifico e le linee guida internazionali del settore, si suggeriscono
interventi mirati a ridurre lo stress ossidativo e l’accumulo tossico, come la
somministrazione di ossigeno e antiossidanti, l’utilizzo preferenziale di
soluzioni endovenose in flaconi di vetro per limitare il rilascio di ftalati dalle
plastiche, e una personalizzazione delle terapie farmacologiche basata sulla
tollerabilità metabolica individuale del paziente.
● Mensa e nutrizione protetta: screening nutrizionale obbligatorio, cibo
esclusivamente biologico (senza additivi o conservanti), divieto assoluto di
stoviglie o contenitori in plastica a favore di vetro trasparente e posate in
acciaio, e divieto di cottura in alluminio o rame.
● Ospedalizzazione e cure domiciliari: potenziamento dell’assistenza medica,
chirurgica e odontoiatrica a domicilio tramite équipe dedicate per i casi gravi
non trasportabili.
Uno strumento di tutela immediata per i pazienti nel rapporto con i medici
In attesa di un formale recepimento istituzionale, il documento nasce come uno
strumento pratico di difesa: tutti i malati possono richiedere la copia ufficiale alla
propria associazione di riferimento per riceverla privatamente. Il testo potrà
così essere consegnato e presentato direttamente al proprio medico di base o
alle direzioni delle strutture ospedaliere in caso di necessità o ricovero.
L’obiettivo della coalizione di associazioni e di esperti rimane l’avvio di
un’interlocuzione con le Regioni, gli Assessorati alla Sanità e le Commissioni Sanità
regionali per puntare a delibere ufficiali che impegnino le ASL. A livello locale, le
associazioni chiederanno incontri con i Direttori Sanitari dei singoli presidi
ospedalieri. In parallelo, per estendere capillarmente l’informazione scientifica, si
valuterà il coinvolgimento degli Ordini Provinciali dei Medici (OMCeO) per
sensibilizzare i medici di medicina generale, primo filtro essenziale per la tutela dei
malati.
