(AGENPARL) - Roma, 24 Luglio 2026 - La Presidenza della Regione si è fatta carico di un importante intervento di restauro e di riqualificazione, rendendo possibile questa nuova fase della struttura, edificata tra il 1928 e il 1933 sul primo pizzo del promontorio di Monte Pellegrino. «Il Castello non è più soltanto un simbolo da ammirare – ha aggiunto Schifani – ma un luogo da vivere e da visitare. È tornato ad appartenere ai cittadini e ai tanti turisti che scelgono Palermo e i risultati lo dimostrano: dalla riapertura al pubblico sono già stati registrati circa 25 mila visitatori, con prenotazioni sold out fino alla fine di agosto. Da oggi si inaugura una nuova fase della sua storia, sempre più al servizio della collettività: continuerà ad essere aperto alle visite, ma si trasforma anche in un centro congressi internazionale, una scelta strategica che punta a farne un punto di incontro per istituzioni, imprese, università, ricerca e cultura. Questo traguardo – ha aggiunto – è il frutto di un lavoro condiviso e della convinzione che il patrimonio pubblico, quando amministrato con responsabilità e visione, può diventare una straordinaria risorsa per lo sviluppo. La Sicilia sta vivendo una stagione di rinnovato dinamismo. Siamo impegnati in un grande lavoro di modernizzazione, di valorizzazione del nostro patrimonio culturale e di rafforzamento della competitività della nostra economia. La riapertura del Castello Utveggio segna una tappa importante di questo percorso: è il simbolo di una Sicilia che recupera e valorizza il proprio patrimonio, non solo per custodir e la memoria, ma per creare nuove opportunità di crescita. Noi ci crediamo, dobbiamo crederci e continuiamo a crederci ».
Nella Sala plenaria, alla presenza di autorità e ospiti, si è svolta la cerimonia, condotta dalla giornalista Elvira Terranova e aperta dall'esecuzione dell'Inno nazionale. Nel suo intervento, la soprintendente dei Beni culturali di Palermo, Selima Giuliano, ha ricostruito la storia dell'edificio, raccontando dettagli suggestivi sul progetto, sugli ambienti, sull'occupazione durante la seconda guerra mondiale e sulle attività in epoca più recente. «Nel 2017 il Castello Utveggio, proprietà del demanio della Regione Siciliana – ha sottolineato Giuliano – è stato dichiarato con decreto del dipartimento regionale dei Beni culturali sito di "interesse culturale particolarmente importante", in quanto riveste eccezionale valenza estetico identitaria. Costituisce, infatti, un sito di incomparabile fruizione visiva del paesaggio dell'intera città ed è esempio di grand hotel dedicato al turismo di élite, che testimonia l'attività imprenditoriale di Michele Utveggio». Tra i locali più interessanti la suite presidenziale del terzo piano, denominata la "Stanza del Papa", in onore di Giovanni Paolo II che vi dormì nella notte tra il 23 e il 24 novembre 1995, in occasione della storica visita pastorale a Palermo per il terzo Convegno delle Chiese d'Italia. «La scelta di fare alloggiare Papa Wojtyla al Castello Utveggio non fu solo legata al prestigio del luogo – ha aggiunto la soprintendente Giuliano – ma anche a precise ragioni di sicurezza e riservatezza. L'isolamento del castello sul Monte Pellegrino lo rendeva la fortezza perfetta per proteggere il pontefice in un'epoca ancora fortemente segnata dalle ferite delle stragi mafiose del 1992. Oggi la stanza rappresenta la tappa principale e più emozionante del percorso di visita del terzo piano».


