(AGENPARL) - Roma, 23 Luglio 2026 -
L’interrogazione parlamentare n. 3-02567, presentata dalla senatrice Bilotti (M5S) e discussa nella seduta del Senato del 23 luglio 2026, affronta con particolare durezza il tema dello sfruttamento lavorativo in agricoltura, richiamando un caso di cronaca – la morte del lavoratore indiano Paul Neeraj – che ha riacceso l’attenzione nazionale sul fenomeno del caporalato e sulle condizioni dei braccianti, italiani e stranieri, impiegati nelle aree agricole più esposte.
Il testo, riportato integralmente nell’Ordine del giorno del Senato, ricostruisce la vicenda, evidenzia le responsabilità sistemiche e denuncia il mancato utilizzo delle risorse PNRR destinate al superamento degli insediamenti abusivi e alla realizzazione di alloggi dignitosi per i lavoratori agricoli.
INTERROGAZIONE SULLE INIZIATIVE VOLTE A CONTRASTARE LO SFRUTTAMENTO LAVORATIVO IN AGRICOLTURA
(3-02567) (29 aprile 2026)
BILOTTI – Ai Ministri dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, del lavoro e delle politiche sociali e dell’interno – Premesso che:
il 24 aprile 2026 è deceduto presso l’azienda ospedaliera universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno Paul Neeraj, cittadino indiano di 36 anni, dopo giorni di agonia trascorsi nel reparto di malattie infettive;
Paul Neeraj era stato lasciato in condizioni gravissime nella notte tra il 10 e l’11 aprile 2026 davanti al pronto soccorso del nosocomio, devastato da setticemie diffuse che gli avevano causato cancrena alle gambe e una grave infezione al fegato. Le numerose sedute in camera iperbarica e trasfusioni non sono riuscite a salvarlo. La salma è stata posta sotto sequestro dall’autorità giudiziaria, che ha disposto esami autoptici e tossicologici;
alcuni organi di stampa riportano come i sintomi mostrati dal lavoratore potrebbero essere riconducibili all’attività lavorativa svolta nei campi della piana del Sele, nota enclave agricola della provincia di Salerno, dove cittadini indiani, in particolare, risultano spesso impiegati in allevamenti di bufale, oppure a un impiego svolto nel settore tessile, tra Napoli e provincia. Alcune delle fonti di stampa, che hanno tentato di ricostruire la vicenda, riportano che Neeraj avrebbe evitato di indicare l’azienda presso la quale era impiegato per timore di ritorsioni contro i familiari ancora impiegati lì: nelle zone indicate, infatti, il fenomeno del caporalato e dello sfruttamento della manodopera è purtroppo una piaga estremamente diffusa ancora oggi;
in data 27 aprile 2026 Raffaele Cantone, già capo dell’ANAC (Autorità nazionale anticorruzione), durante il suo insediamento quale procuratore capo di Salerno, ha toccato il caso della morte di Paul Neeraj, sottolineando come la questione caporalato sarà tra le prime che affronterà e su cui ritiene necessario riaccendere i riflettori. Anche il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Giovanni Melillo, ha affermato come il caporalato sia la spia dello sfruttamento dei più fragili, indegno di un Paese civile;
la tragica vicenda Neeraj richiama alla memoria altri analoghi e drammatici casi, come quello del bracciante agricolo Satnam Singh, deceduto nel giugno 2024 dopo essere stato abbandonato in fin di vita in una strada alle porte di Latina a seguito di un incidente sul lavoro che gli aveva causato l’amputazione di un braccio. Sono episodi che dimostrano l’estrema gravità e la perdurante attualità del fenomeno dello sfruttamento lavorativo nel settore primario;
quanto accaduto non appare, purtroppo, come un caso isolato, bensì il possibile risultato di un sistema dove l’illegalità nella gestione dei rapporti di lavoro viene normalizzata e si fonde con sfruttamento di persone poste ai margini della società;
considerato che il Movimento 5 Stelle ha più volte sollevato la questione del contrasto al caporalato nelle sue varie componenti, anche chiedendo al Governo di superare l’inerzia mostrata sulla vicenda dei fondi del piano nazionale di ripresa e resilienza destinati a tale scopo. In particolare, l’investimento 2.2 della missione 5 del PNRR prevedeva uno stanziamento di 200 milioni di euro per il “superamento degli insediamenti abusivi per combattere lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura”, al fine di creare o ristrutturare alloggi dignitosi per i lavoratori del settore agricolo ed eliminare le infiltrazioni di gruppi criminali. Nonostante l’importanza strategica di queste risorse, dalle informazioni acquisite emerge un quadro di grave criticità: dei 200 milioni stanziati per 37 comuni, ne saranno effettivamente spesi soltanto poco più di 20 milioni per 11 progetti,
si chiede di sapere:
se i Ministri in indirizzo non ritengano di dover urgentemente promuovere, nell’ambito delle proprie competenze, un’incisiva e onnicomprensiva azione di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura, anche attraverso l’istituzione di un tavolo interministeriale permanente, al fine di spezzare la catena del caporalato e garantirne l’eradicazione, assicurando la piena tutela della salute, della sicurezza e della dignità dei lavoratori del settore;
quali siano le ragioni del sostanziale blocco delle risorse del PNRR destinate al superamento degli insediamenti abusivi e alla realizzazione di alloggi dignitosi per i lavoratori agricoli, e se non si ritenga inderogabile, anche al fine di evitare la perdita definitiva dei finanziamenti europei, sbloccare immediatamente tali risorse e assicurare la piena realizzazione degli obiettivi prefissati, conformemente alle scadenze previste, superando ogni forma di inerzia che rischia di vanificare un’occasione unica per restituire diritti e tutele a migliaia di braccianti;
se non ritengano imprescindibile potenziare la rete dei servizi essenziali di supporto e di controllo nei territori agricoli a più alta densità di manodopera, tanto italiana quanto straniera, al fine di favorire l’emersione delle condotte lesive delle condizioni socio-lavorative e di garantire, nel rispetto dei diritti fondamentali della persona, l’effettiva integrazione e il benessere dell’intero comparto.
Contesto
L’intervento si inserisce in una fase di forte attenzione pubblica sul tema, dopo i casi Neeraj (2026) e Satnam Singh (2024), entrambi simboli della persistenza di un sistema di sfruttamento radicato nelle filiere agricole intensive. La senatrice Bilotti richiama inoltre le criticità del PNRR: dei 200 milioni previsti per 37 comuni, solo 20 milioni risultano effettivamente utilizzati, con un rischio concreto di perdita dei finanziamenti europei.
Link diretto all’Ordine del giorno (Senato)
https://www.senato.it/lavori/assemblea/ordine-del-giorno