(AGENPARL) - Roma, 23 Luglio 2026 - Direttore Responsabile: Laura Sutto
La transizione industriale avviata a Brindisi con la realizzazione della Gigafactory Eni Storage Systems passa necessariamente dalla formazione dei lavoratori e dalla valorizzazione delle competenze presenti sul territorio. È questo il tema al centro della seduta della VI Commissione consiliare, presieduta dalla consigliera Annagrazia Angolano, riunitasi questa mattina per approfondire le prospettive occupazionali e di sviluppo legate al nuovo investimento industriale.
La Commissione ha ascoltato, su richiesta della consigliera Isabella Lettori (PD), l'assessore regionale allo Sviluppo economico, Eugenio Di Sciascio e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali confederali e di categoria.
Ampio spazio della discussione è stato dedicato anche al ruolo che possono svolgere i centri di ricerca del territorio, considerati una risorsa strategica per sostenere i processi di innovazione. Un percorso che, secondo quanto emerso nel dibattito, potrebbe contribuire a consolidare Brindisi come polo di riferimento per lo sviluppo delle tecnologie legate alla transizione energetica.
Le audizioni hanno consentito di avviare per ora un primissimo avvio di confronto sulle azioni da mettere in campo per costruire un percorso condiviso tra istituzioni, imprese, sistema della formazione e parti sociali. Tra le priorità emerse figurano la definizione di percorsi formativi specialistici per le nuove professionalità richieste dalla Gigafactory, la riqualificazione dei lavoratori dell'indotto, il rafforzamento del legame tra industria e ricerca e un maggiore coordinamento tra Regione, ARTI, aziende e organizzazioni sindacali per favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro.
Tuttavia, come ha sottolineato l'assessore Di Sciascio, si rende necessaria una maggiore chiarezza da parte di Eni Versalis sul futuro occupazionale di tutta la platea dei lavoratori, incluso i lavoratori dell'indotto.
Data l'assenza dei rappresentanti di Eni, la Commissione ha deciso di aggiornarsi dopo la pausa estiva.
Nel dibattito è stato evidenziato come il mancato avvio di una sezione dell'infanzia a Castellaneta Marina, determinato dall'insufficiente numero di iscritti rispetto ai parametri previsti dalla normativa vigente, comporterebbe per i bambini tra i tre e i cinque anni la necessità di raggiungere quotidianamente gli istituti del centro urbano, con conseguenti disagi organizzativi e logistici per le famiglie.
L'Ufficio scolastico provinciale, a causa del numero esiguo di iscrizioni nella scuola dell'infanzia (solo sei unità), ha evidenziato la remotissima possibilità di garantire ulteriori ore rispetto alle dodici già assegnate.
Tra i temi affrontati anche l'eventuale ricorso agli strumenti suppletivi, a tutela del diritto allo studio, che il comune può adottare per una riorganizzazione scolastica e per salvaguardare la presenza della scuola dell'infanzia sul territorio e pari opportunità di accesso all'istruzione.
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