(AGENPARL) - Roma, 17 Luglio 2026 - "La battaglia contro questa legge elettorale continuerà dentro e fuori le aule parlamentari. Il dibattito in commissione e in aula, grazie all'impegno unitario delle opposizioni, ha messo in evidenza limiti e contraddizioni e elevati rischi di incostituzionalità che avrebbero dovuto indurre la maggioranza a fermarsi.
Invece sono andati avanti senza accogliere alcun emendamento presentato dalle opposizioni perché il loro vero obiettivo politico era quello di far rientrare dalla finestra della legge elettorale il premierato all'italiana fortemente voluto da Giorgia Meloni.
Questa legge elettorale è funzionale al progetto che la nostra democrazia parlamentare debba essere sacrificata sull'altare di un'idea che debba essere alterato l'equilibrio costituzionale tra i poteri dello stato a vantaggio dell'Esecutivo e debbano essere ridotti la funzione e il ruolo del Presidente della Repubblica.
Il premio che trasforma una minoranza in una maggioranza in Parlamento, legata all'indicazione del Presidente del Consiglio nel programma presentato alle elezioni disegnano una democrazia del capo: un modello contrario alla nostra costituzione.
Funzionale a questo obiettivo è anche la ridefinizione delle ripartizioni della circoscrizione estero che cancellano il principio costituzionale della rappresentanza, disegnando al Senato un collegio mondo frutto di una concezione inaccettabile della funzione del parlamentare.
Vedremo cosa deciderà di fare adesso la maggioranza nel passaggio al Senato, ma è certo che continuare a essere sordi alle critiche di merito espresse dalle opposizioni e da decine di costituzionalisti porta diritti contro il muro della Costituzione, con il concreto rischio che la Corte costituzionale bocci per la terza volta una legge elettorale.
Sarebbe una sconfitta gravissima non soltanto del governo Meloni ma purtroppo di tutto il sistema politico".