(AGENPARL) - Roma, 16 Luglio 2026 - "Ho presentato un'interrogazione in Consiglio regionale sulla situazione dei lavoratori piemontesi di Zenita Group (ex Maticmind) , dopo l'annuncio di una riorganizzazione che coinvolge 167 dipendenti in tutta Italia, con trasferimenti forzati e la chiusura della sede di Napoli. Ci troviamo di fronte a un'operazione che rischia di avere un impatto devastante sui lavoratori piemontesi, in particolare su quelli della sede di Torino. Il nuovo piano industriale di Zenita prevede trasferimenti a centinaia di chilometri di distanza che, per molti (con un'età media di 55 anni), equivalgono a un licenziamento mascherato , come denunciato dalle organizzazioni sindacali. È una situazione gravissima che richiede un intervento immediato delle Istituzioni" spiega la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo .
"Zenita è un gruppo strategico per il Paese, attivo nei settori della cybersecurity, della difesa e delle infrastrutture digitali per la Pubblica Amministrazione, con oltre il 40% del fatturato generato da commesse pubbliche. Proprio per questo – sottolinea la Consigliera regionale Pd – è inaccettabile che un'azienda così legata alla PA possa procedere con scelte che mettono a rischio la stabilità occupazionale e territoriale dei propri dipendenti".
"La Regione Piemonte ha il compito di monitorare le condizioni dei lavoratori impiegati presso soggetti aggiudicatari di contratti pubblici e di promuovere la responsabilità sociale delle imprese. Zenita è fornitore della Regione e del CSI Piemonte: non possiamo ignorare ciò che sta accadendo. Voglio risposte chiare dall'Assessore regionale. Credo che sia fondamentale che nei futuri bandi ICT vengano applicate rigorosamente le clausole sociali per tutelare la stabilità occupazionale dei lavoratori torinesi e che venga attivata la Commissione regionale di concertazione per monitorare le condizioni dei dipendenti impiegati nelle commesse pubbliche. Inoltre, deve essere presentata formale istanza al MIMIT , chiedendo l'immediata convocazione di un tavolo di crisi nazionale volto a congelare i trasferimenti coatti e a avviare una revisione del piano industriale del gruppo" prosegue Laura Pompeo .
"Il 60% dei lavoratori ha partecipato all'assemblea in sciopero del 2 luglio: un segnale chiarissimo della gravità della situazione. La Regione Piemonte deve fare la sua parte, senza esitazioni. Non possiamo permettere che un'azienda strategica per la PA e per il nostro territorio scarichi sui lavoratori il peso di una riorganizzazione che appare ingiustificata e potenzialmente dannosa" conclude la Consigliera regionale Pd .
Barbara