(AGENPARL) - Roma, 15 Luglio 2026 - "L'approvazione in XII Commissione, durante la discussione della Delega al Governo in materia di professioni sanitarie, dell'emendamento che consente la reiscrizione agli albi dei sanitari radiati durante la pandemia rappresenta una scelta di enorme gravità.
Così scrive il deputato del PD Gian Antonio Girelli, vicepresidente commissione inchiesta Covid e componente della XII Commissione che continua: "l 'intento politico di chi lo ha proposto appare evidente: trasformare gli anni del Covid in un terreno di rivalsa. Ma l'effetto reale di questo provvedimento è ben più grave. , mettendo in discussione l'autorevolezza della comunità scientifica, delle istituzioni sanitarie e di tutti coloro che, nel momento più difficile della nostra storia recente, hanno assunto decisioni sulla base delle migliori conoscenze disponibili.
" Durante la pandemia – prosegue ancora Girelli – nessuno disponeva delle certezze che qualcuno pretende di avere oggi. Le evidenze scientifiche evolvevano giorno dopo giorno, mentre medici, infermieri, farmacisti, ricercatori e operatori sanitari affrontavano una tragedia senza precedenti, spesso pagando con la propria salute e, in troppi casi, con la vita.
La stragrande maggioranza del personale sanitario non ha semplicemente obbedito a regole imposte. Ha contribuito, con competenza, responsabilità ed esperienza, a costruire e condividere quelle regole, nella consapevolezza che fossero gli strumenti necessari per tutelare la salute pubblica in una situazione eccezionale.
Per questo l'emendamento approvato rappresenta anche un'offesa nei confronti di quella immensa comunità professionale che ha tenuto in piedi il Servizio sanitario nazionale nei mesi più drammatici della pandemia mentre si rischia di togliere autorevolezza a chi si è speso per la salute degli italiani e di trasformare in terreno di scontro politico una delle pagine più dolorose della nostra storia recente.
C'è chi non solo sembra aver dimenticato ciò che il Paese ha vissuto, ma arriva perfino a utilizzare quella tragedia per finalità di mera opportunità politica di parte. È una strada pericolosa, perché alimenta la sfiducia proprio verso quelle istituzioni e quelle competenze di cui ogni comunità ha bisogno quando si trova ad affrontare una grande emergenza.
C'è infine un principio che dovrebbe appartenere tanto alla scienza quanto al diritto e che il Parlamento dovrebbe custodire con particolare attenzione. Le decisioni assunte durante un'emergenza si giudicano sulla base delle conoscenze disponibili nel momento in cui vengono prese, non con il senno di poi. È così che funziona il metodo scientifico, che procede per acquisizioni progressive, ed è così che funziona uno Stato di diritto, che non può riscrivere il passato alla luce di ciò che si è scoperto successivamente.
Se questo principio – conclude Girelli – viene meno, nessun medico, nessun ricercatore, nessun amministratore pubblico potrà più assumere decisioni difficili con la serenità necessaria quando il Paese si troverà davanti a una nuova emergenza. Ed è questo il danno più profondo che questo emendamento rischia di produrre."
Roma, 15 luglio 2026