(AGENPARL) - Roma, 14 Luglio 2026 - Tra le tante gravi problematicità che si riscontrano nel testo della riforma della legge elettorale voluto dal Governo e dalla maggioranza, appare molto grave la decisione di indebolire proprio uno dei principi che negli ultimi anni hanno contribuito a rendere più equilibrata e rappresentativa la nostra democrazia: la parità di genere nella rappresentanza politica."
Così il deputato PD Gian Antonio Girelli, che aggiunge: " l e modifiche proposte rappresentano un arretramento culturale prima ancora che normativo che riguarda la qualità della nostra democrazia e la capacità delle istituzioni di rappresentare realmente il Paese."
"Chi sostiene – prosegue Girelli – che il tema della parità sia ormai superato ignora la realtà. In Italia esiste ancora una evidente questione femminile: persistono divari salariali, difficoltà di accesso alle posizioni di responsabilità, ostacoli alla conciliazione tra lavoro e vita familiare, episodi di discriminazione e una violenza di genere che continua a interrogare la coscienza del Paese."
"Di fronte a tutto questo, la politica dovrebbe rafforzare gli strumenti che favoriscono una rappresentanza più equilibrata, non indebolirli. La presenza delle donne nelle istituzioni non è il risultato di concessioni, ma il riconoscimento di un diritto e di un valore democratico."
"La parità di genere non è una bandiera ideologica. È l'attuazione concreta del principio di uguaglianza san cito dalla Costituzione e l'affermazione che il talento, le competenze e la responsabilità non hanno genere."
"Per questo – conclude Girelli – considero profondamente sbagliata ogni scelta che riduca le garanzie costruite in questi anni. Il Parlamento dovrebbe essere il luogo in cui si rimuovono gli ostacoli alla piena partecipazione, non quello in cui si rimettono in discussione conquiste già raggiunte. Una democrazia è tanto più forte quanto più è capace di rappresentare tutte e tutti. Tornare indietro sulla parità di genere significa rendere più debole la nostra democrazia."
Roma, 14 luglio 2026