(AGENPARL) - Roma, 14 Luglio 2026 - Dopo il notevole successo riscontrato dallo scorso debutto, l'evento si conferma come uno dei punti fermi della programmazione culturale estiva settempedana. L'evento è patrocinato dal Comune e dal Consolato Generale del Perù a Roma.
All'affollato taglio del nastro erano presenti il sindaco della Città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, l'assessore alla Cultura, Vanna Bianconi, e il presidente del Consiglio comunale, Sandro Granata. I rappresentanti dell'Amministrazione si sono complimentati calorosamente per l'assoluto livello qualitativo della proposta espositiva, auspicando già la programmazione di una terza edizione per il prossimo anno.
Giunta alla seconda edizione, la mostra conferma il proprio nucleo concettuale: una raffinata ricerca incentrata sulla reinterpretazione del significato di d'après. Un profondo e intimo dialogo tra presente e passato, in cui gli artisti rileggono la propria traiettoria creativa confrontando opere recenti con lavori realizzati decenni fa.
Il sodalizio originario si amplia: dai quattro protagonisti dello scorso anno si è passati a sei autori, moltiplicando la pluralità dei linguaggi artistici. Accanto ai fondatori Alberto Cespi, Adriano Crocenzi, Paolo Gobbi e Sandro Pierucci, si aggiungono quest'anno Shura Oyarce Yuzzelli e Andrew Smith. Il testo critico e la cura del percorso espositivo sono affidati, anche in questa edizione, alla firma di Antonio Mercuri.
Con "Après2" i quattro artisti storici della collettiva tornano a esporre a San Severino Marche presentando produzioni completamente inedite. Alberto Cespi indaga il proprio percorso cimentandosi nell'arte incisoria. Le sue fitte linee generano suggestive atmosfere astratto-informali attraverso un utilizzo metodico, analitico e quasi rigoroso del nero, del grigio e del blu, dando vita a paesaggi indefinibili ma fortemente magnetici.
Adriano Crocenzi propone un itinerario dinamico strutturato su tele fortemente policrome, alternate a sculture nate dal recupero creativo di materiali di scarto e preziose creazioni orafe. La sua cifra risiede nella ricerca, incessante e nervosa, del perfetto accostamento materico.
Paolo Gobbi si allontana temporaneamente dalle sfumature pittoriche dello scorso anno per concentrarsi sulla consistenza geometrica e sulla forza del segno. Attraverso assemblaggi di elementi geometrici di cartone dalle tinte stratificate, Gobbi crea un dialogo – fatto di continuità e fratture – tra questi nuovi lavori e una sua opera storica degli anni Ottanta.
Sandro Pierucci si misura con tele di dimensioni più ridotte rispetto al passato, mantenendo intatta la consueta forza d'impatto. Le sue opere, realizzate a inchiostro, acrilico acquarellato e sanguigna, sono un inedito omaggio alla letteratura greca antica, traducendo il suo d'après in un serrato dialogo visivo con l'Iliade.
A completare ed arricchire la collettiva sono i due nuovi ingressi internazionali. Il primo è quello di Shura Oyarce Yuzzelli, pittrice peruviana la cui ricerca intreccia cromie sfumate alla consistenza della materia, evocando esplicitamente le proprie radici e l'antica arte tessile andina. Il suo d'après mostra un'evoluzione in cui le evidenti sfumature odierne non cancellano la forte presenza materica delle produzioni passate, ma la esaltano in un ininterrotto e fecondo colloquio temporale.
Infine Andrew Smith, scultore inglese che lavora direttamente la pietra, conservando volutamente parti del blocco allo stato grezzo. Smith esalta magistralmente il contrasto tra la fredda solidità del materiale e la morbidezza delle forme sinuose che emergono dalle superfici scolpite, in una costante tensione verso l'equilibrio e la forza strutturale della forma.
Come sottolineato dal curatore Antonio Mercuri, la collettiva rappresenta un incontro d'eccezione tra artisti dal passato differente e dalle diverse attitudini, i quali hanno deciso di percorrere insieme una parte del loro viaggio per confrontare le rispettive visioni.
Un concetto riassunto efficacemente dall'artista Paolo Gobbi, che a nome dei colleghi ha dichiarato: "Molti artisti, ben più autorevoli e noti di noi, hanno sostenuto che, nell'arco di un'intera vita, non si fa altro che realizzare la stessa opera, declinandola ogni volta in forme diverse. Forse è proprio questo il senso più profondo del nostro D'Après: un confronto continuo con ciò che siamo stati, un ritorno che non è ripetizione, ma trasformazione. Un processo che, in fondo, riguarda ogni artista e ogni ricerca autentica".
La mostra "D'Après 2" rimarrà aperta alla chiesa della Misericordia fino a domenica 2 agosto con i seguenti orari di visita: giovedì e venerdì dalle ore 16.30 alle 19.30, sabato e domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 19.30. L'ingresso è libero.
Nelle foto: la cerimonia di inaugurazione della seconda edizione della mostra "D'Après"








