(AGENPARL) - Roma, 13 Luglio 2026 - "Quello presentato dalla maggioranza non è un semplice emendamento e non è una riforma: è un atto deliberato di ostilità verso gli italiani all'estero. Ridurre da quattro a due le ripartizioni per la Camera e trasformare, per il Senato, l'intera Circoscrizione Estero in un unico collegio significa cancellare la reale rappresentanza territoriale delle nostre comunità e ridurre il voto di milioni di cittadini a una finzione democratica". Lo dichiara Nicola Carè, deputato del Partito Democratico eletto nella Circoscrizione Estero.
"La rappresentanza all'estero – sottolinea il dem – ha senso soltanto se mantiene un legame concreto con i territori, con le comunità e con le loro specifiche necessità. Accorpare Paesi e continenti profondamente diversi significa spezzare definitivamente questo rapporto. Nessun parlamentare potrebbe rappresentare efficacemente territori tanto vasti, lontani ed eterogenei, né mantenere un confronto costante con gli elettori". " La maggioranza – sottolinea – vuole costruire collegi sterminati per svuotare il voto di preferenza e consegnare di fatto la scelta degli eletti alle segreterie dei partiti. Un candidato dovrebbe rivolgersi contemporaneamente a comunità distribuite su interi continenti, senza alcuna possibilità concreta di conoscerne i problemi e rendere conto del proprio mandato. Questa non è rappresentanza: è un vero e proprio esproprio democratico. Africa, Asia, Oceania e Antartide verrebbero addirittura inglobate insieme a tutte le Americhe in un'unica gigantesca ripartizione. È evidente il disegno politico: condannare intere aree del mondo a scomparire dal Parlamento italiano e trasformare gli eletti all'estero in parlamentari senza territorio e senza una comunità di riferimento".
"Dopo aver colpito la cittadinanza, indebolito i servizi consolari e ignorato le esigenze dei nostri connazionali, il centrodestra prova ora a privarli anche di una reale voce in Parlamento. È la dimostrazione di un'ostilità politica sistematica verso gli italiani all'estero, considerati utili quando promuovono l'Italia e il Made in Italy, ma sacrificabili quando chiedono diritti, servizi e rappresentanza. Ci opporremo in ogni sede e con ogni strumento parlamentare a questo scempio istituzionale", conclude Carè.
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