(AGENPARL) - Roma, 13 Luglio 2026 - "Il Ministro Tommaso Foti scelga i dati invece della propaganda. Genova non ha mai detto no, ma non firmerà cambiali in bianco sull'acqua potabile dei suoi cittadini. Le parole del capogruppo di Fratelli d'Italia sulla vicenda del Brugneto sono l'ennesima dimostrazione di come la destra scelga sistematicamente la scorciatoia dello scontro politico.
Accusare Genova e il Partito Democratico ligure di 'ostacolare' un'intesa significa rovesciare completamente la realtà: non è il Comune di Genova a bloccare il dialogo, è il buon senso a imporre che le decisioni su una risorsa vitale e scarsa come l'acqua si prendano sulla base di numeri veri e scientifici, non di annunci elettorali.
Ricordiamo al Ministro i termini reali e tecnici della questione. Il Brugneto non è un bacino qualsiasi: è la principale riserva idropotabile della città di Genova e dell'intero sistema degli acquedotti che serve l'area metropolitana. Con gli invasi genovesi oggi attorno ai 28 milioni di metri cubi su una capienza complessiva di circa 40, e con un fabbisogno idropotabile che grava sul Brugneto stimato attorno ai 20-22 milioni di metri cubi l'anno, parliamo di un margine tutt'altro che ampio, in una stagione segnata da un livello già ampiamente sotto la media stagionale.
In questo contesto, aumentare i rilasci automatici e a tempo indeterminato, senza legarli in alcun modo alle condizioni reali di riempimento, rappresenta un rischio concreto e irresponsabile per l'approvvigionamento potabile di centinaia di migliaia di persone.
Per questo la posizione di Genova non è, come vuole far credere surrettiziamente Foti, un 'no ideologico'. È esattamente il contrario: non c'è alcuna chiusura pregiudiziale a rivedere la convenzione del 1987, c'è piena disponibilità al confronto, ma ribadiamo un rifiuto netto agli automatismi e alle quote fisse scollegate dai dati reali. Ogni rilascio aggiuntivo deve essere tecnicamente motivato e commisurato al livello effettivo dell'invaso, non deciso a tavolino con una firma politica.
Comprendiamo e sosteniamo da sempre le ragioni dei sindaci della Val Trebbia: la tutela dell'agricoltura e delle falde della valle sono esigenze legittime e assolutamente condivisibili. Ma proprio per questo la strada giusta è quella indicata da Genova fin dall'inizio: mettere sul tavolo tutti i dati di gestione dell'invaso, oggi nella disponibilità di Iren, e costruire su quei numeri — non sulle pressioni politiche di un esponente di Fratelli d'Italia — una convenzione nuova, stabile, trasparente e realmente equilibrata.
Il Ministro Foti, invece di cercare un bersaglio politico comodo in Genova e nel Partito Democratico ligure, farebbe bene a chiedere trasparenza piena sui numeri di gestione del Brugneto e a smettere di soffiare sul fuoco di contrapposizioni territoriali che il suo stesso Governo ha contribuito ad alimentare".
Così i deputati del Pd Ghio e Pandolfo e il parlamentare ligure Pastorino.
Roma, 13 luglio 2026