(AGENPARL) - Roma, 7 Luglio 2026 - "Con questa riforma il governo del merito – ha aggiunto l'esponente Pd – realizza in un sol colpo il ridimensionamento dell'università pubblica, la frammentazione del sistema, il ritorno dei poteri accademici locali, l'aggravamento del precariato e l'emigrazione all'estero dei ricercatori. Si elimina l'abilitazione scientifica nazionale, introdotta per contrastare il localismo dei concorsi, per introdurre un sistema che potenzialmente faciliterà proprio quel localismo, ignorando le proposte unitarie con cui, insieme alle altre forze di opposizione, avevamo proposto una riforma condivisa che evitasse una controriforma imposta a maggioranza a fine legislatura".
"Il quadro complessivo – conclude Manzi – è preoccupante : mancanza di un piano strutturale e pluriennale di reclutamento, organismi di valutazione indipendente, come l'Anvur, sottoposti al controllo del governo, mancanza di risorse ed investimenti a favore della ricerca e dell'università. Questo è il bilancio dei quattro anni di governo sulla ricerca: fallimentare e pericoloso. Voteremo contro con fermezza".