(AGENPARL) - Roma, 7 Luglio 2026 - Nel rapporto pubblicato a giugno 2026, il Copernicus Climate Change Service conferma che la temperatura superficiale marina globale ha raggiunto un nuovo massimo storico per questo periodo dell’anno, con valori attorno ai 21°C che superano i record stabiliti nel 2023 e nel 2024. Questo aumento non è episodico ma rappresenta un segnale strutturale dell’accumulo di calore negli oceani, che sono il principale regolatore termico del pianeta. Copernicus attribuisce il picco a una combinazione di fattori: l’effetto di un El Niño particolarmente intenso, annunciato dalla WMO all’inizio di giugno, che amplifica il riscaldamento della superficie oceanica e altera i modelli atmosferici globali; l’aumento costante delle emissioni di gas serra; la persistenza di condizioni di ondata di calore marina che hanno interessato oltre l’80% delle acque globali nei primi sei mesi dell’anno. Il rapporto evidenzia che il Mediterraneo è una delle aree più colpite, con un riscaldamento superiore alla media globale e una frequenza crescente di marine heatwaves che stanno modificando profondamente la struttura degli ecosistemi marini, la distribuzione delle specie, la produttività della pesca e la stabilità delle coste. La natura semi-chiusa del bacino, la forte antropizzazione delle sue coste e la sua interazione diretta con le dinamiche atmosferiche europee rendono il Mediterraneo particolarmente vulnerabile, trasformandolo in un vero e proprio hotspot climatico mondiale. Copernicus sottolinea che l’aumento delle temperature marine non è solo un indicatore climatico ma un fattore che influenza direttamente l’intensità delle ondate di calore terrestri, la formazione di eventi meteorologici estremi, l’innalzamento del livello del mare e la perdita di biodiversità. Il rapporto invita a considerare il Mediterraneo come una sorta di “camera climatica” dell’Europa, dove gli effetti del cambiamento climatico si manifestano prima e con maggiore intensità, con implicazioni dirette per la sicurezza costiera, la gestione delle risorse marine, la pianificazione urbana e la resilienza delle comunità che vivono lungo le sue sponde.
LINK (fonte ufficiale Copernicus)