(AGENPARL) - Roma, 7 Luglio 2026 - Direttore Responsabile: Laura Sutto
Nella seduta odierna del Consiglio regionale della Puglia si è svolta la commemorazione di Gianni Carnicella, il sindaco di Molfetta ucciso dalla mafia il 7 luglio 1992, a 34 anni esatti da quel pomeriggio in cui il primo cittadino cadde sotto i colpi di un fucile a canne mozze ai piedi della scalinata della Chiesa di San Bernardino.
Carnicella era sindaco da appena cinque mesi. In quegli anni Molfetta era attraversata da fenomeni di spaccio e illegalità diffusa, e il neoeletto primo cittadino aveva scelto sin da subito la linea del rigore, opponendo un "No!" fermo e ripetuto alla richiesta di autorizzare un grande concerto che avrebbe rischiato di trasformarsi in un'occasione di richiamo per ambienti malavitosi del territorio.
Fu proprio quel diniego, opposto nell'esercizio delle sue funzioni istituzionali, a costargli la vita.
Nel suo intervento in Aula, il consigliere regionale Felice Antonio Spaccavento (Gruppo PROSSIMA), Presidente della III Commissione Permanente Sanità e Servizi Sociali, ha ricostruito la vicenda umana e istituzionale del sindaco molfettese, richiamando anche le parole pronunciate da don Tonino Bello durante l'omelia funebre, che descrisse Carnicella non come "un martire" né "un eroe", ma come "un servo della città, alle cui leggi non ha voluto disobbedire".
