(AGENPARL) - Roma, 2 Luglio 2026 - "'Tornatene al tuo paese'": queste le parole, intrise di odio antico e intollerabile rivolte a Francesco Terrasi, originario di Agrigento, professionista stimato, direttore della biblioteca comunale di Alba Adriatica, in Abruzzo; un uomo che ha studiato, lavorato alla British Library, vissuto all'estero e che oggi, dopo aver vinto un concorso pubblico, mette le sue competenze al servizio di una comunità italiana. Francesco è un cittadino italiano che ha dovuto lasciare la propria terra e che si è spostato da Sud a Nord per costruire il proprio futuro. Quanto accaduto a lui non è un caso isolato, ma è lo specchio di un clima avvelenato, alimentato da una propaganda che continua a seminare divisione. È il risultato tangibile di quella cultura della 'remigrazione' e dell'odio identitario che troppi esponenti della destra hanno sdoganato, trasformando la diversità in un nemico da cacciare".
"Quando la politica teorizza il ritorno alle proprie terre come una sorta di 'giustizia naturale' – aggiunge – finisce per dare legittimazione morale a chi scrive insulti razzisti contro tutte e tutti. Finisce per giustificare chi pensa che un professionista valga meno solo perché nato qualche centinaio di chilometri più a Sud. Non possiamo permettere che l'Italia torni indietro di decenni. Francesco non è solo un professionista vittima di un attacco vile, è il volto di migliaia di giovani che, ogni giorno, cercano di far crescere il Paese con merito, competenza e dedizione. La nostra Repubblica è di tutti. La nostra nazione è una sola, ed è una nazione dove la cittadinanza e il talento contano più della provenienza geografica. A Francesco va tutta la mia solidarietà. La cultura, l'integrazione e il rispetto sono i nostri anticorpi contro la violenza verbale e il razzismo strisciante che vorrebbero dividerci. L'Italia – conclude – è la terra di tutti coloro che la onorano con il proprio lavoro, a prescindere da dove siano nati. E noi non smetteremo mai di difendere questo principio, contro ogni rigurgito di odio e di intolleranza" .
Roma, 2 luglio 2026