(AGENPARL) - Roma, 2 Luglio 2026 - Sabato 4 luglio dalle ore 18.30
Questa festa popolare, sostenuta dal Comune di Livorno e da alcuni sponsor, è coordinata dall'Associazione Vivi San Jacopo, con la regia di Emanuele Gamba e Stefania Fraddanni, l'allestimento di Isabella Panicucci e le coreografie di danze medievali di Federica Boesmi.
"Correva l'anno 1144 quando i due pellegrini Tebaldo e Mediovillano tornarono da Santiago portando con sé la preziosa reliquia di San Giacomo…" Comincia cosi la narrazione di Emanuele Gamba che al microfono ricostruirà l'episodio dell'approdo a Livorno che permise di portare a Pistoia le reliquie del santo patrono di quella città, ancora oggi custodite nella cattedrale.
Intanto, alle 19, nella chiesa di San Jacopo, verrà celebrata la Santa Messa seguita dal rito della consegna delle "credenziali" a tutti coloro che ne faranno richiesta, anche in estemporanea. La "credenziale" è il documento ufficiale che accompagna ogni viandante, a piedi o in bicicletta, che ne attesta l'identità e la motivazione e permette di accedere agli ostelli e alle strutture di accoglienza lungo i cammini.
Dalle ore 20 alle 22,30 circa, lo spazio antistante alla Chiesa si trasformerà in un palcoscenico, tra danze medievali proposte dal gruppo di danzatrici di Vivi San Jacopo, musiche, testimonianze di pellegrini e spettacolo di burattini del GranTeatro di Mangiafichi su "San Francesco alle crociate".
Alle 21,30 il momento più suggestivo della festa: sarà rievocato l'approdo del 1144 di Tebaldo e Mediovillano. I due pellegrini arriveranno su una barca, accolti dalla folla affacciata sulle balaustre e dalla luminaria di altre imbarcazioni in mare arrivate per festeggiare l'evento, grazie al coordinamento della Sezione Nautica San Jacopo e al Circolo Arci Pesca Nazario Sauro.
Ma i pellegrini di San Jacopo di Campostela hanno conosciuto l'approdo di Livorno molto tempo prima.
Pare infatti che risalga ai primi giorni del luglio del 1144 l'arrivo in città, a San Jacopo in Acquaviva, di una barca con a bordo due pellegrini, Mediovillano e Tebaldo, provenienti dalla Spagna, che tornavano a Pistoia, da dove erano partiti, per portare a termine una difficilissima impresa: consegnare alla città toscana una reliquia di San Jacopo ricevuta in dono dall'arcivescovo e dai canonici di Compostela. Grazie anche a quella reliquia – una ciocca di capelli con un frammento di osso – ancora conservata a Pistoia nella cattedrale di San Zeno, il culto del santo, patrono della città, crebbe enormemente.
Da qualche anno la rievocazione di quell'approdo è ormai diventata una festa del rione San Jacopo che si è attivato in maniera partecipativa grazie all'impegno dell'associazione Vivi San Jacopo. Qui, per l'occasione, arriveranno i pellegrini che hanno percorso il cammino di San Jacopo in Toscana. Lungo circa 174 km, parte da Firenze e arriva a Livorno: sei tappe da completare mediamente in 7 ore ciascuna, passando per Prato, Pistoia, Pescia, Lucca e Pisa.
Oltre agli jacopei, parteciperanno anche pellegrini e camminatori provenienti da altri gruppi e percorsi, in particolare dal "Cammino d'Etruria" e da "La Marmaglia".
Vivi San Jacopo ringrazia tutti coloro che hanno dato il proprio contributo alla realizzazione della manifestazione: Comune di Livorno, Parrocchia di San Jacopo in Acquaviva, Sezione Nautica San Jacopo, Circolo Arci Pesca Nazario Sauro, La Livornina, Fei forever Associazione Jacopo Maffei Onlus, Cammino d'Etruria, La Marmaglia, Confraternita di San Jacopo di Campostela, Claudio Fantozzi e il Gran Teatro di Mangiafichi, Cererie Graziani e Conad Livorno.
"Ringraziamo anche la confraternita di S. Jacopo di Compostella di Pistoia – dichiara Irene Genovese, presidente di Vivi San Jacopo – che ha ideato e promosso l'Approdo coinvolgendoci sin dalla prima edizione. È un lavoro corale, che vede una notevole partecipazione degli abitanti di S. Jacopo e delle zone limitrofe, per il recupero identitario del quartiere".
