(AGENPARL) - Roma, 1 Luglio 2026 - Costituita nel 2025 dalla Federazione per il Sociale e la Sanità ETS, coinvolge 22 organizzazioni e ha scopi di prevenzione e sensibilizzazione. Il pres. Gennaccaro: "Solo attraverso il dialogo e la collaborazione è possibile costruire risposte efficaci". (Foto e video seguono)La seconda giornata di lavori della sessione di giugno/luglio del Consiglio provinciale di Bolzano ha ospitato la presentazione della Rete contro le povertà "Tutti contro le povertà". "Il Consiglio provinciale è il luogo del confronto democratico e della rappresentanza della nostra comunità: per questo siamo lieti di ospitare un'iniziativa dedicata a un tema di grande rilevanza sociale come il contrasto alle povertà", così il presidente del Consiglio provinciale Angelo Gennaccaro ha accolto le referenti e i referenti dell'iniziativa: "La Rete contro le povertà rappresenta un importante esempio di collaborazione tra istituzioni, ricerca, volontariato e società civile. Solo attraverso il dialogo e il lavoro comune è possibile costruire risposte efficaci e promuovere una società più inclusiva". Roberta Rigamonti, presidente della Federazione per il Sociale e la Sanità ETS, ed Elisa Berger, coordinatrice della Rete contro le povertà dell'Alto Adige "Tutti contro le povertà" della Federazione hanno riferito che la Rete è stata fondata nel maggio 2025 sulla base di un Manifesto sottoscritto da diversi attori, tra cui l'allora presidente del Consiglio provinciale Arnold Schuler a nome dell'istituzione che rappresentava. Esso contiene 5 importanti misure per contrastare la povertà: combatterla ovunque e in tutte le sue forme; rafforzare i valori nella società; promuovere le relazioni interpersonali; garantire pari opportunità per tutti/e e soddisfare i bisogni fondamentali. La povertà, hanno detto le relatrici, non può essere affrontata solo in modo puntuale o occasionale, e la sua prevenzione è una responsabilità comune. Focus della Rete è proprio la prevenzione, mentre la lotta contro di essa è di competenza dei partner. Tra i temi e del programma 2026/27 della Rete, che riunisce 22 organizzazioni e istituzioni, la sensibilizzazione su temi centrali quali povertà educativa e mercato degli affitti, la raccolta dati e il monitoraggio; programmati anche una formazione per giornalisti e il convegno "Chi beneficia delle opportunità – e chi resta indietro?" a Bolzano in ottobre.La ricercatrice presso il Centro di Competenza per il Lavoro sociale e le Politiche sociali di unibz Ruth Sapelza, delegata dell'Università nella Rete, ha riferito che, con il sostegno della Provincia, sono stati realizzati studi empirici sul tema della povertà, indispensabili per fornire dati scientifici come base per politiche e pratiche informate. Uno di questi studi, "Rischi di povertà per le famiglie con figli tra 0 e 15 anni in Alto Adige" (2021/22), è stato presentato dal ricercatore di unibz Evan Tedeschi: ne risulta, tra i molti dati, che la povertà non riguarda solo il reddito, ma anche condizioni abitative, stabilità e tipologia occupazionale dei genitori e il loro livello di istruzione, stato di salute dei componenti della famiglia; la vulnerabilità aumenta in caso di 3 e più figli, un solo genitore o recente trasferimento in Alto Adige.Christa Ladurner, Sociologa del Forum Prevenzione, ha parlato di povertà educativa: non riguarda solo il successo scolastico, ma anche la possibilità di sviluppare i propri talenti, ed è strettamente collegata alle condizioni di vita delle famiglie. In caso di carenze, bisogna intervenire precocemente, con formazione linguistica, offerta formativa per tutto l'arco giornaliero, sostegno alle famiglie, offerte di tempo libero e culturali accessibili a tutti: altrimenti, la povertà educativa si riflette sulla società, comportando anche costi.Monica Devilli, presidente di Coopbund Alto Adige Südtirol, ha evidenziato infine che le locazioni accessibili sono strumento di coesione sociale; attualmente, i costi per la casa non sono sostenibili, e la proprietà non è più accessibile: è quindi necessario promuovere locazioni stabili e sostenibili, con modelli orientati al bene comune. A questo scopo, vanno valorizzati strumenti quali cooperative a proprietà indivisa, locazioni di lungo periodo, progetti abitativi intergenerazionali, considerando la sostenibilità nel tempo delle politiche abitative.Agli interventi è seguito un confronto con consigliere e consiglieri. Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha chiesto il sostegno della rete nella raccolta permanente e regolare dei dati sulla povertá, Sven Knoll (Süd-Tiroler freiheit) ha evidenziato il caso della povertà in etá anziana, e la questione di giustizia con essa collegato, facendo un riferimento anche alla concorrenza esercitata dall'immigrazione, Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha ringraziato per la presentazione della realtà, l'ass. Marco Galateo ha detto che non si può avere sviluppo economico se si lascia indietro qualcuno, e apprezzato che lo studio si fosse concentrato sulla prima infanzia, Franz Ploner (Team K) si è stupito che ci fossero pochi dati sulla povertà, non attuali, ha chiesto se c'è un indice cui ci si riferisce per l'Alto Adige e come vengono elaborati i dati. Le relatrici hanno risposto alle domande: Ladurner ha detto che il problema della povertà nella terza età è noto, ma la Rete è partita dai più piccoli e dalla povertà educativa; ha fatto riferimento a un team del Forum prevenzione che assiste le famiglie nelle situazioni più varie nonché alle offerte a bassa soglia. Sapelza ha ringraziato Kompatscher per l'offerta, e ribadito che l'indice della deprivazione finanziaria è composto da molti fattori, in maniera multidimensionale; ha aggiunto che bisogna rimuovere le barriere strutturali nella lotta alla povertà e informato che anche gli anziani rientrano nello studio ASTAT. Rigamonti ha concluso evidenziando che la povertà non è un fallimento individuale, ma è determinata anche dal fatto che non si interviene su aree prioritarie per le persone quali abitazione, lavoro e istruzione. La Rete da sola non basta, ha concluso: è la politica che ha la responsabilità di creare le condizioni affinché nessuno sia lasciato indietro. Il presidente Angelo Gennaccaro ha ringraziato le rappresentanti e i rappresentanti ella Rete, manifestando l'impegno a incontrarsi con regolarità per mantenere uno scambio proficuo. MC**
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