(AGENPARL) - Roma, 1 Luglio 2026 - Ci sono libri che raccontano il presente e libri che riescono ad anticipare il futuro. Guerra profonda di Arturo Di Corinto appartiene alla seconda categoria. È un saggio che va ben oltre la cronaca della cybersicurezza: è una riflessione lucida, documentata e inquietante sul nuovo paradigma del potere nell’era digitale.
Di Corinto, tra i maggiori esperti italiani di cybersecurity e diritti digitali, accompagna il lettore dentro un conflitto che non si combatte più soltanto con carri armati e missili, ma con algoritmi, dati, reti satellitari, intelligenza artificiale e piattaforme tecnologiche. La sua tesi è tanto semplice quanto potente: la guerra del XXI secolo è già in corso e il suo teatro operativo coincide con la nostra quotidianità. Smartphone, social network, infrastrutture digitali e perfino le informazioni che condividiamo volontariamente sono diventati strumenti di una competizione globale per il controllo del potere.
Uno dei grandi meriti del volume è quello di trasformare temi estremamente complessi in una narrazione accessibile senza mai rinunciare al rigore. Gli episodi analizzati – dall’attacco alla rete satellitare Viasat alla vulnerabilità dei cavi sottomarini, dall’influenza delle grandi piattaforme digitali al ruolo strategico di aziende come Palantir – non vengono presentati come casi isolati, ma come tasselli di una strategia geopolitica che ridefinisce i rapporti tra Stati, imprese tecnologiche e cittadini.
Particolarmente interessante è la riflessione sul concetto di sovranità digitale, forse il vero cuore del libro. Di Corinto mostra come il controllo delle infrastrutture informatiche e dell’intelligenza artificiale rappresenti oggi un elemento decisivo quanto il controllo delle risorse energetiche o delle rotte commerciali. La competizione non riguarda soltanto Cina, Russia o Stati Uniti: coinvolge direttamente anche l’Europa, spesso impegnata a regolamentare tecnologie sviluppate altrove, con il rischio di perdere progressivamente autonomia strategica.
Il libro assume ancora maggiore valore quando affronta il tema della guerra cognitiva. La manipolazione dell’informazione, la disinformazione industrializzata e la capacità delle intelligenze artificiali di influenzare la percezione della realtà vengono descritte come armi potenti quanto quelle convenzionali. In questo scenario, il bersaglio non è più soltanto un’infrastruttura critica, ma la capacità stessa delle società democratiche di distinguere il vero dal falso.
Di Corinto evita facili allarmismi. La forza della sua analisi risiede proprio nell’equilibrio tra rigore giornalistico, competenza tecnica e capacità divulgativa. Ogni capitolo stimola nuove domande sul rapporto tra tecnologia, libertà, sicurezza e democrazia, lasciando il lettore con la consapevolezza che il futuro delle nostre società dipenderà sempre più dalle scelte compiute nel cyberspazio.
Guerra profonda è un libro che dovrebbe essere letto non soltanto dagli addetti ai lavori, ma da chiunque voglia comprendere come stanno cambiando gli equilibri geopolitici e quale ruolo avranno i cittadini in questo nuovo ecosistema digitale. È una lettura che informa, provoca e invita a riflettere, senza indulgere in semplificazioni.
Un saggio di grande attualità, autorevole e sorprendentemente coinvolgente, che offre gli strumenti per interpretare il lato invisibile dei conflitti contemporanei. Un volume destinato a rimanere un punto di riferimento per chi desidera capire il presente e prepararsi al futuro. È uno di quei libri che meritano un posto stabile nella propria libreria, perché non si limitano a raccontare il mondo: aiutano a leggerlo con occhi nuovi.
