(AGENPARL) - Roma, 1 Luglio 2026 - "La posizione espressa dal governo – aggiungono – appare infatti contraddittoria: da un lato si afferma che, in questa fase transitoria, le amministrazioni debbano disapplicare le norme nazionali incompatibili con il diritto europeo; dall'altro si richiama la necessità di garantire la continuità amministrativa delle procedure già avviate. Ad oggi sembra emergere un solo elemento certo: il venir meno del diritto di prelazione del promotore, mentre viene escluso un blocco generalizzato delle procedure di finanza di progetto in corso. Rimane però irrisolto il nodo fondamentale: manca ancora il necessario intervento normativo di adeguamento del Codice dei Contratti Pubblici alla normativa europea, un intervento che il governo continua ad annunciare ma che, ad oggi, non si vede ancora concretamente all'orizzonte. Occorre agire immediatamente. Continuare a lasciare amministrazioni e imprese in questo vuoto normativo – concludono – significa esporre il sistema a una proliferazione di contenziosi, paralizzare investimenti già programmati e mettere seriamente a rischio la realizzazione di opere pubbliche fondamentali, comprese quelle strategiche legate agli obiettivi del Pnrr".
Roma, 1 luglio 2026