(AGENPARL) - Roma, 30 Giugno 2026 - Dove sono accessibilità, sicurezza e progetto di vita?"
"Al ritorno da Expo Aid 2026 a Rimini, dove abbiamo parlato di autonomia,
inclusione e progetto di vita, vengo contattata da una famiglia disperata
di Perugia. Una famiglia che da quasi due anni chiede una cosa semplice,
concreta, urgente: rendere sicura e accessibile la strada davanti casa, in
disabilità che utilizza la carrozzina". Lo dichiara Paola Fioroni, già
Vicepresidente dell'Assemblea Legislativa dell'Umbria e responsabile del
Dipartimento Disabilità della Lega Umbria.
situazione gravissima: richieste trasmesse già nel settembre 2024 al Comune
di Perugia, agli uffici tecnici e agli assessorati competenti del
Comune,ulteriori solleciti nel 2025, corredati anche da fotografie. Tutto
per chiedere il ripristino del marciapiede e la realizzazione delle strisce
pedonali in una strada a doppio senso, pericolosa non solo per una ragazza
in carrozzina, ma per tutti i pedoni che la percorrono. Parliamo di una
famiglia che non chiede privilegi, ma sicurezza, dignità e accessibilità.
Una famiglia che ha visto interventi nelle zone circostanti, ma le sue
richieste nemmeno degnate di attenzione dal Comune di Perugia. Chiede che
una figlia possa uscire e rientrare da scuola senza dover affrontare ogni
giorno un rischio evitabile,chiede che il diritto alla mobilità non resti
una parola da convegno, ma diventi un fatto concreto davanti alla porta di
casa.
È inaccettabile – prosegue Paola Fioroni – che mentre si moltiplicano
dichiarazioni pubbliche sull'inclusione, sulla città accessibile e sulla
centralità della persona, una famiglia debba attendere mesi e mesi senza
ottenere una risposta, una spiegazione se non un impegno. L'accessibilità
non è uno slogan: e' marciapiedi percorribili, attraversamenti sicuri,
percorsi protetti, manutenzione, ascolto e responsabilità amministrativa.
Il progetto di vita di una persona con disabilità non si costruisce solo
nei documenti o nei tavoli istituzionali. Si costruisce anche permettendo a
una ragazza di muoversi in sicurezza, di andare a scuola, di vivere il
proprio quartiere, di non essere prigioniera delle barriere e
dell'indifferenza. Chiedo quindi al Comune di Perugia di prendere in carico
servono altre parole, servono atti. Perché quando una famiglia chiede
sicurezza per una figlia con disabilità, il silenzio delle istituzioni
diventa una forma di esclusione.
Dopo Expo Aid – conclude Fioroni – la distanza tra ciò che diciamo
sull'inclusione e ciò che accade nella vita reale delle persone appare
ancora più evidente. Se davvero vogliamo mettere la persona al centro,
dobbiamo iniziare dalle cose essenziali: una strada sicura, un marciapiede
accessibile, un attraversamento pedonale. Il resto, senza questo, rischia
Famiglia della Lega Umbria Avv SImone Pillon per avermi messo in contatto
con la famiglia".

