(AGENPARL) - Roma, 29 Giugno 2026 - La Biennale di Venezia /
Omaggio a Tinto Brass, genio anticonformista /
Il thriller pop Col cuore in gola (1967),
con Jean-Louis Trintignant ed Ewa Aulin
e la consulenza grafica di Guido Crepax,
film di Preapertura dell'83. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica /
Prima mondiale in versione restaurata digitale 4K
realizzata dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma
con il supporto di Netflix /
Martedì 1 settembre 2026 – Sala Darsena (Lido di Venezia)
In omaggio al regista veneziano Tinto Brass, genio anticonformista del cinema italiano, sarà Col cuore in gola (1967) – thriller pop da lui diretto e montato, girato a Londra e interpretato da Jean-Louis Trintignant ed Ewa Aulin, con la consulenza grafica di Guido Crepax – il film della serata di Preapertura di martedì 1 settembre dell'83. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, in Sala Darsena al Lido di Venezia.
Col cuore in gola, che rientra nel programma di Venezia Classici dell'83. Mostra (2-12 settembre), sarà presentato in prima mondiale in versione restaurata digitale 4K. II restauro di Col cuore in gola, realizzato dal CSC-Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma con il decisivo supporto di Netflix e utilizzando i materiali degli aventi diritto Compass Film, è un omaggio al maestro Tinto Brass, grande protagonista del nuovo cinema italiano degli anni Sessanta.
Presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia del 1967, prodotto da Ermanno Donati e Luigi Carpentieri, Col cuore in gola è liberamente ispirato al romanzo Il sepolcro di carta di Sergio Donati, è sceneggiato da Tinto Brass, Francesco Longo e Pierre Lévy-Corti, ed è realizzato con la fotografia di Silvano Ippoliti, la scenografia di Carmelo Patrono e le musiche di Armando Trovajoli. Col cuore in gola fa parte del gruppo di film girati nella capitale britannica dal regista nel suo periodo londinese, seguito da Nerosubianco (1969) e Dropout (1970) e, come quelli, ricchi di riferimenti alla pop-art e al fumetto. Come consulente grafico, Brass si avvalse di Guido Crepax, allora popolarissimo cartoonist, per esprimere la sua visione del pop. "Mi sono addirittura fatto disegnare da Guido Crepax tutta una serie di tavole per i momenti d'azione, e sono una cosa abbastanza rara perché costituiscono uno dei pochi lavori di Crepax a colori e, oltre a essere molto belli, mi se
rvivano come story-board" (Tinto Brass).
Sinossi (dal pressbook dell'epoca)
È la storia di uno strano breve incontro tra un uomo deluso e una ragazza priva d'illusioni. Strano perché avviene davanti al corpo di un morto, breve perché non dura che un giorno e una notte. Questo piccolo intervallo di tempo è però sufficiente a ridar vita in lui al meccanismo arrugginito delle illusioni, e ammazzare in lei ogni altro sentimento che non sia quello puramente biologico della sopravvivenza Ciò è favorito dalle circostanze oggettive in cui Jane e Bernard si trovano a vivere la loro storia d'amore: la Londra di oggi con tutte le sue contraddizioni più tipiche. Sicché la realtà che li circonda incombe con tutta la sua fatalità sulla loro vicenda.
Tinto Brass su Col cuore in gola
"Il personaggio che presento nel film è un tale che si innamora di una ragazza anche se la trova di fronte a un cadavere. Egli rinuncia a ogni atteggiamento di prudenza, di convenienza e si getta in questa avventura compromettendosi totalmente. Il film è anche la storia di una delusione, dato che il personaggio immagina la donna come essa non è".
"Parlo di una serie di personaggi-emblema e di ambienti-emblema dominati dalle leggi della violenza e del sesso, che costituiscono altrettante immagini del subconscio popolare".
"Il film segue scansioni avventurose, da film giallo, vive in un palcoscenico come quello di Londra quanto mai ideale per rendere una realtà 'fumettistica', che contrasta invece con le parti vere, quelle che riguardano il protagonista".
"È abbastanza chiaro lo spartiacque fra realtà e immaginario. Tutti i personaggi dell'immaginario sono rappresentati come "oggetti", visti come "cose" pure e semplici. Esse agiscono cioè come creature di un mondo che potrei definire espresso nei quadri collage di un Rauschenberg o di un Lichtenstein".
(Dichiarazioni tratte da un'intervista a Tinto Brass dell'agenzia AdnKronos , 1967)
Tinto Brass – Cenni biografici
Nato a Milano nel 1933, di famiglia veneziana, dopo essersi laureato in legge, nel 1957 Tinto Brass (all'anagrafe Giovanni Brass) si trasferì a Parigi dove collaborò alle attività della Cinémathèque française diretta da Henri Langlois, inserendosi nel milieu dell'emergente Nouvelle vague, diventando l'assistente di Joris Ivens e Roberto Rossellini. Nel 1963 il suo esordio registico iconoclasta e irriverente, In capo al mondo (ribattezzato Chi lavora è perduto), ottenne entusiastiche accoglienze alla Mostra di Venezia. Il film subì gli strali della censura, e fu questa la prima di una serie di battaglie che Brass ha nel tempo affrontato per affermare la propria visione anticonformista e libertaria. Successivamente, il suo estro nel montaggio (che curerà per tutti i suoi film) emerse nel documentario Ça ira ‒ Il fiume della rivolta (1965), inno alle illusioni rivoluzionarie del 20° secolo. Dopo Col cuore in gola (1967) e alcune esperienze di cinema satirico e western, Br
ass diresse L'urlo (1968, proibito in Italia fino al 1972), un pamphlet utopistico che, raccontando la fuga dall'altare di una giovane contestatrice, sublima le istanze libertarie dell'epoca. Con Nerosubianco (1969) e Dropout (1971) mescolò le principali tendenze della swinging London, mentre in La vacanza (1971) esaltò la follia degli emarginati. Con le due opere storico-erotiche Salon Kitty (1976) e Caligola (realizzato nel 1979 e uscito nel 1984, non corrispondente all'iniziale progetto), e soprattutto con La chiave (1983), libero adattamento di un romanzo di Tanizaki Jun᾽ichirō, Brass ha inaugurato una nuova fase, orientandosi verso un erotismo di ispirazione colta, premiato da un vasto successo di pubblico. Da La chiave in poi, il regista si è concentrato sul percorso di liberazione sessuale dei suoi personaggi femminili.
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L'83. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica della Biennale di Venezia si terrà al Lido dal 2 al 12 settembre 2026, diretta da Alberto Barbera.
Venezia, 29 giugno 2026


