(AGENPARL) - Roma, 26 Giugno 2026 - faccia "pressione" su un associazione culturale*
È gravissimo che una istituzione dello Stato faccia "pressione" su una
associazione culturale – o su un suo rappresentante, o su chiunque – per
impedire l'espressione di una opinione o di un dissenso politico. Qualunque
sia il tema, qualunque sia il governo di quella istituzione, qualunque sia
l'associazione che riceve finanziamenti pubblici. È successo di recente con
"Più libri più liberi" da parte del governo Meloni, succede oggi a Roma nei
confronti del "Piccolo America" da parte del Comune guidato dal sindaco
Gualtieri.
Così come è stata grave la decisione del Comune di Roma e della Regione
Lazio di trasformare lo storico cinema Metropolitan – nel pieno centro
della città – in una sorta di centro commerciale dotato "anche" di una sala
cinematografica. Ancora una volta, come ha fatto l'ex ministro Franceschini
a livello nazionale, si mercifica tutto, anche ciò che non è mercificabile,
cioè il sapere e la cultura. Tutto è "vendibile", tutto deve essere
assoggettato alle leggi di mercato, anche il governo di una città.
È importante che in difesa del Piccolo America si siano mobilitate alcune
personalità del mondo dello spettacolo, come è importante che si esprimano
contro la cementificazione e la mercificazione di Roma.
Rifondazione comunista da anni porta avanti – da sola – la battaglia per
impedire per legge il cambio di destinazione d'uso di tutti i luoghi della
cultura e della socialità: dalle sale cinematografiche, ai teatri, alle
sale concerto, alle librerie, alle biblioteche, ai centri sociali che sono
spesso ultimi presidi di democrazia, accoglienza, luoghi di diffusione e di
produzione culturale. Così come sosteniamo la necessità del sostegno
pubblico ai luoghi della cultura come "dovere" istituzionale. Naturalmente
in piena trasparenza e senza discriminazioni o privilegi.
A Roma in questi anni molti di questi luoghi sono stati chiusi o costretti
alla chiusura, molte sale sono state trasformate in supermercati o banche,
sono sparite biblioteche e librerie, la cementificazione è andata avanti in
modo irrefrenabile, alcuni centri sociali sono stati sgomberati – mentre
Casapound pare intoccabile -, si sono spianati quartieri storici e
distrutti monumenti. Purtroppo quasi sempre senza trovare solidarietà
"importanti".
E a Roma Rifondazione comunista lotta da anni in difesa di questi luoghi,
così come contro gli sfratti e gli sgomberi delle case occupate, contro
l'inceneritore, contro la gentrificazione, per il diritto alla casa, contro
il potere degli immobiliaristi, per una città accogliente e antifascista,
perché si rompa il legame con l'apparato industriale israeliano.
Perché per noi un'altra città è possibile e per questa ci battiamo.
Siamo sicuri quindi che i firmatari della lettera saranno al nostro fianco
nelle lotte e per cambiare il governo della città.
comunista/Se
comunista/Se
