(AGENPARL) - Roma, 26 Giugno 2026 - passi indietro"**
**L'assessora invita a non ridurre a diciannove anni la tutela del proseguo
amministrativo: "rischiamo di interrompere percorsi di autonomia che
funzionano"**
/Scritto da Walter Fortini, venerdì 26 giugno 2026 alle 12:46/
"La preoccupazione espressa dalle associazioni che operano ogni giorno
accanto ai minori stranieri non accompagnati è una preoccupazione fondata.
Quando si parla di ragazzi che hanno affrontato viaggi drammatici, vissuto
esperienze di violenza e perso ogni riferimento familiare, le istituzioni
hanno il dovere di accompagnarli verso l'autonomia, non di interrompere
prematuramente il loro percorso".
Lo afferma l'assessora regionale alle politiche sociali Monia Monni,
rispondendo al grido di allarme lanciato da ventisette organizzazioni della
società civile che chiedono a Governo e Parlamento di non interrompere i
percorsi di inclusione degli adolescenti migranti arrivati soli in Italia:
si discute infatti di alcune modifiche alla legge Zampa, con l'intenzione
di ridurre da 21 a 19 anni l'età entro cui è consentito restare nei
centri di accoglienza.
"La proposta – sottolinea Monni – rischia di indebolire uno strumento
fondamentale. Il proseguo amministrativo riconosce, attraverso il Tribunale
per i minorenni, una condizione di particolare vulnerabilità e consente un
accompagnamento educativo, sociale e lavorativo nel delicato passaggio alla
vita adulta".
L'assessora precisa come in Toscana si possa continuare ad accogliere
comunque i giovani fino a ventuno anni nella rete degli appartamenti per
l'autonomia, la cui sperimentazione risale addirittura al 2014. "Una
scelta – si sofferma – che mette in evidenza come in Toscana abbiamo
costruito un sistema che guarda prima di tutto alla persona". "Questo
però non significa – aggiunge – che la modifica legislatura proposta sia
priva di conseguenze. Venendo meno il proseguo amministrativo, si riduce il
livello di tutela riconosciuto a questi giovani e si indebolisce il quadro
di responsabilità condivisa tra Tribunale, servizi sociali, Comuni e
sistema sanitario".
La Regione Toscana ha scelti di "accompagnare e non abbandonare". Ha
costruito una rete di strumenti che affiancano i giovani nel passaggio
all'età adulta. Oltre agli interventi finanziati con il Fondo Sociale
Europeo, esiste un protocollo interistituzionale per sviluppare percorsi
duali e di apprendistato rivolti anche ai minori stranieri non accompagnati
e una sperimentazione della Tutela Sociale Volontaria, pensata proprio per
sostenere, fino ai venutno anni, i neomaggiorenni ex minori stranieri non
accompagnati attraverso un accompagnamento personalizzato.
"Rafforzare le opportunità di inclusione e di autonomia è la direzione
che riteniamo giusta – conclude l'assessora – . Ogni ragazzo che conclude
un percorso di formazione, trova un lavoro, costruisce relazioni positive e
diventa parte della comunità rappresenta una vittoria per tutti".
L'auspicio è che "il Parlamento valuti con attenzione gli effetti della
modifica normativa proposta". "Le politiche pubbliche – rimarca Monni –
devono accompagnare le persone più fragili verso l'autonomia e non
arretrare proprio quando quel percorso sta dando i suoi frutti. È una
scelta di civiltà, ma anche di responsabilità verso il futuro delle
nostre comunità".
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