(AGENPARL) - Roma, 25 Giugno 2026 - "Giorgia Meloni e la sua maggioranza hanno paura di perdere le elezioni e per questo stanno correndo per approvare una legge elettorale costruita sulle esigenze della destra e non nell'interesse del Paese. Le regole del gioco non si cambiano da soli e non si riscrivono a colpi di forzature parlamentari". Lo dichiara Simona Bonafè, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Affari Costituzionali della Camera. "Pensavamo che dopo la sberla arrivata dal referendum il governo avesse compreso il messaggio dei cittadini e abbandonato questa strada. Invece stiamo assistendo a una preoccupante escalation. Ieri in Commissione Affari Costituzionali la maggioranza ha imposto una tagliola scandalosa per bloccare il dibattito e comprimere il confronto parlamentare su una materia delicata come la legge elettorale. Dopo aver compresso il dibattitto in commissione oggi si arriva anche ad evocare il ricorso alla fiducia in aula. La legge elettorale riguarda la qualità della nostra democrazia e la rappresentanza dei cittadini".
Trending
- Islam, Bignami: Solidarietà a Cerno, necessario tenere alta l’attenzione su rischio estremista
- InCorte News” – settembre-ottobre 2026
- L’Iran minaccia di portare la guerra in Europa: basi americane e NATO nel mirino, anche in Italia
- Frontex, l’Europa cambia strategia: più poteri sui rimpatri, anche fuori dall’Unione
- Ad “Anzio che legge” tutti i numeri del cambiamento: verso l’effettiva parità
- Le limitazioni al traffico in occasione della cerimonia per la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Il mercato cittadino si terrà sul Facsal
- Lavori in via Gramsci, cantiere per fasi per tutelare il commercio
- Fondazione Marche Cultura: Senigallia manifesta l’interesse a diventare socio, si apre il confronto istituzionale
- Pierluigi Panza racconta la storia dell’italiano che assassinò il presidente francese. Un delitto di un secolo fa che parla al presente
- Ucraina, negoziati ad Abu Dhabi tra una settimana ma senza l’Europa: Mosca detta i confini del confronto