(AGENPARL) - Roma, 22 Giugno 2026 - Il disegno di legge S.1768, presentato dalla senatrice Anna Maria Fallucchi, si colloca nel quadro delle politiche nazionali di valorizzazione del Made in Italy agroalimentare e punta a rafforzare l’intero sistema della qualità agricola. Pur non essendo ancora disponibile il testo integrale, il titolo consente di delineare con buona precisione le aree normative che il provvedimento intende disciplinare. La prima riguarda il potenziamento della politica agraria di qualità, con interventi che potrebbero rafforzare i sistemi nazionali di certificazione come SQN, SQNPI e SQNZ, incentivare le produzioni DOP, IGP e STG, sostenere la transizione verso modelli produttivi ad alto valore aggiunto e migliorare i controlli e la tracciabilità lungo le filiere. La seconda area è dedicata alla valorizzazione dei prodotti agroalimentari tradizionali, con un possibile aggiornamento e ampliamento dell’elenco dei PAT, misure di promozione e comunicazione, sostegni alle filiere locali e ai piccoli produttori, oltre a semplificazioni per le attività di trasformazione artigianale.
Il cuore politico del disegno di legge è però l’istituzione di un marchio nazionale volontario destinato agli esercizi pubblici che utilizzano prodotti italiani di qualità. Questo marchio, rilasciato dal MASAF o da un ente delegato, potrebbe prevedere requisiti minimi di utilizzo di ingredienti certificati, controlli periodici e criteri di trasparenza applicabili a ristoranti, bar, mense, agriturismi e altre attività di somministrazione. L’obiettivo è rendere immediatamente riconoscibili gli esercizi che sostengono le filiere italiane certificate, offrendo al consumatore un’informazione chiara sull’origine e sulla qualità degli ingredienti impiegati.
Gli impatti attesi sono significativi: per il settore agricolo si prospetta un aumento della domanda di prodotti certificati, un rafforzamento delle filiere corte e una maggiore visibilità per le produzioni tradizionali; per la ristorazione, la possibilità di differenziarsi sul mercato, a fronte però di un possibile incremento dei costi di approvvigionamento e della necessità di adeguarsi a requisiti documentali più stringenti; per i consumatori, una maggiore trasparenza e la possibilità di individuare con facilità gli esercizi che privilegiano prodotti italiani di qualità.
Il provvedimento si inserisce in un contesto normativo in forte evoluzione, caratterizzato dal rafforzamento dei sistemi di qualità, dalle nuove norme sanzionatorie contro frodi e agropirateria, dalle politiche di sovranità alimentare promosse dal MASAF e dalle iniziative del Ministero del Made in Italy per la tutela dei marchi nazionali. È pienamente coerente con la linea politica del Governo Meloni, orientata alla difesa dell’identità agroalimentare italiana e alla valorizzazione delle eccellenze.
Dal punto di vista procedurale, il DDL è stato assegnato alla Commissione competente il 26 febbraio 2026, ma l’esame non è ancora iniziato: non sono stati nominati relatori, non sono stati presentati emendamenti e non risultano programmate audizioni. È verosimile che l’incardinamento avvenga tra primavera ed estate 2026, in coordinamento con gli altri provvedimenti sul Made in Italy agroalimentare. Tra gli sviluppi prevedibili figurano le audizioni delle principali organizzazioni agricole, le osservazioni delle associazioni della ristorazione, possibili integrazioni con il DDL Tutela Agroalimentare e un necessario coordinamento con la normativa europea in materia di etichettatura e origine.
Link scheda Senato: https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Ddliter/1510325.htm (senato.it )