(AGENPARL) - Roma, 18 Giugno 2026 - "Il riordino del gioco pubblico, e in particolare della rete fisica, non può essere ricondotto a una mera materia concessoria, fiscale o di organizzazione del mercato, ma deve essere fondato su una gerarchia coerente degli interessi costituzionalmente rilevanti, ponendo al primo posto la tutela della salute pubblica, dei minori, delle famiglie, delle persone vulnerabili e dell'autonomia regolatoria dei territori, e solo successivamente gli obiettivi di gettito e gli interessi economici degli operatori. La Relazione sul settore dei giochi pubblici evidenzia come, nell'anno 2025, la raccolta complessiva del comparto abbia raggiunto il valore record di 164,6 miliardi di euro, con un incremento di circa 7,16 miliardi di euro rispetto al 2024 (+4,55 per cento), mentre le entrate erariali si sono attestate intorno a 11,4 miliardi di euro, sostanzialmente stabili. Il mancato riordino nazionale lascia in vita un mosaico regolatorio disomogeneo, ma l'esigenza di uniformità non può essere assunta come pretesto per comprimere le competenze regionali e comunali già esercitate a tutela della salute, dell'ordine urbano, della prevenzione ambientale e della protezione delle fasce più vulnerabili. Purtroppo, in vista della scadenza delle concessioni previste per agosto, possiamo scommettere che ci sarà un'ulteriore proroga e questa sarebbe una scelta grave ed iniqua".
Così Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze alla Camera, intervenendo in Aula per illustrare la mozione per il riordino del gioco pubblico di cui è primo firmatario.