(AGENPARL) - Roma, 18 Giugno 2026 - "Dopo quattro anni di annunci, il governo arriva in Parlamento con una proposta di riforma della portualità italiana che solleva forti preoccupazioni. Auspichiamo tutti la necessità di maggiore coordinamento strategico ma il testo presentato dall'esecutivo punta di fatto a istituire una super società dotata di ampi poteri e con controlli limitati, concentrando in poche mani la gestione di infrastrutture strategiche per il Paese e allontanando le scelte dai territori che ogni giorno vivono e sviluppano la realtà portuale". Lo dichiara la deputata Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera e componente della commissione Trasporti.
"La riforma – prosegue l'esponente dem – non tiene nella dovuta considerazione tutte le principali esigenze del sistema portuale italiano, caratterizzato da specificità territoriali, economiche e produttive che rappresentano un valore e non un ostacolo. I porti sono infrastrutture fondamentali per la competitività del Paese, per il commercio, per il lavoro e per lo sviluppo delle comunità locali. Per questo ogni intervento di riforma deve essere costruito attraverso un confronto serio e approfondito e con il rispetto delle prerogative del Parlamento, che vengono calpestate se le decisioni avvengono in sedi parallele".
"È necessario – conclude Ghio – garantire tutto il tempo necessario per esaminare il provvedimento, condividere le scelte: noi avanzeremo proposte alternative mi merito per correggere gli aspetti più critici della riforma. Non si può pensare di intervenire con una riforma radicale su un settore così strategico relegando il Parlamento a luogo di ratifica di scelte prese altrove e senza un reale coinvolgimento di tutti i territori coinvolti. Il Partito Democratico lavorerà in Parlamento per migliorare radicalmente il testo e per sostenere un modello di governance della portualità che valorizzi le competenze locali, assicuri trasparenza nelle decisioni e rafforzi il ruolo strategico dei porti come motore di sviluppo del Paese."
Roma, 18 giugno 2026