(AGENPARL) - Roma, 17 Giugno 2026 - Abbiamo ascoltato con vergogna, l'On Ouidad Bakkalì leggere alcuni degli
decine di migliaia di antifasciste/i, alla manifestazione di sabato scorso
contro la remigrazione. Quasi 14mila commenti in cui si mescolavano
razzismo, misoginia, ignoranza e odio cieco. Nel suo intervento la
parlamentare, eletta nelle liste del Pd si è rivolta a quelli che ha
definito "soldati di pezza di un generale accecato dal testosterone e dal
proprio ego". Lo ha fatto con la dignità che l'ha finora contraddistinta
nel suo mandato. È stata fra coloro che, nei momenti più cruenti si è
recata al valico di Rafah cercando di entrare a Gaza e che più volte è
andata in Palestina per denunciare il genocidio. C'è un abisso fra la
cialtronaggine di parlamentari in cerca di gloria xenofoba e la sua vicenda
di donna che ha scelto l'impegno politico come servizio alla carta
costituzionale. Esprimiamo la vicinanza e la solidarietà del nostro
partito che, insieme a tante donne e uomini esigono un Paese diverso da
quello immaginato da generali privi di ogni onore.
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