(AGENPARL) - Roma, 17 Giugno 2026 - "Il Partito Democratico ha sempre ritenuto che una riflessione sulla legge 157 del 1992 fosse necessaria. In oltre trent'anni sono cambiate le condizioni ambientali, la distribuzione e la quantità di alcune specie, le esigenze del mondo agricolo e le sfide legate alla gestione della fauna selvatica. Per questo una riforma poteva essere necessaria.
In queste ore assistiamo a polemiche e attacchi strumentali nei confronti della segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, colpevole soltanto di aver criticato il Governo per le modalità e i contenuti con cui intende riformare la legge, anziché mettere al centro la tutela della biodiversità, il ruolo della scienza nelle decisioni pubbliche e il rispetto degli impegni europei. Il confronto politico dovrebbe misurarsi con i contenuti e non con tentativi di delegittimazione personale che nulla aggiungono alla discussione.
Le modifiche proposte dalla destra, però, vanno in tutt'altra direzione.
Noi siamo favorevoli a una gestione responsabile della fauna selvatica e abbiamo sempre riconosciuto il ruolo della caccia pubblica come strumento di bioregolazione, all'interno di regole chiare, controlli rigorosi e sulla base delle evidenze scientifiche. Non siamo contrari all'attività venatoria in quanto tale, ma siamo contrari a un approccio privatistico che rischia di indebolire le tutele ambientali e di subordinare la scienza a scelte dettate da interessi di parte.
Preoccupa in particolare il ridimensionamento del ruolo dell'ISPRA, che rappresenta il principale riferimento tecnico-scientifico del Paese in materia di fauna e biodiversità. Decisioni che incidono sugli ecosistemi e sul rapporto con l'agricoltura devono continuare a fondarsi su dati scientifici e valutazioni indipendenti.
La fauna selvatica è un patrimonio indisponibile dello Stato e la sua gestione deve garantire un equilibrio tra tutela della biodiversità, attività agricola, sicurezza dei cittadini e corretta conservazione degli ecosistemi.
Serve una riforma moderna, costruita con il contributo del mondo agricolo, delle associazioni venatorie, delle comunità scientifiche e delle associazioni ambientaliste. Non una norma che alimenta contrapposizioni ideologiche, ma uno strumento capace di coniugare gestione faunistica, sostenibilità ambientale e interesse generale."
Roma, 17 giugno 2026