(AGENPARL) - Roma, 17 Giugno 2026 - “La lettera inviata da Agea agli agricoltori rappresenta un fatto grave e incompatibile con il ruolo che un ente pubblico dovrebbe svolgere. Siamo di fronte all’ennesimo tentativo di utilizzare una struttura dello Stato per fare propaganda politica, attribuendo al Governo Meloni meriti che non gli appartengono. I contributi della Politica Agricola Comune non sono un regalo del governo, ma risorse previste dalla normativa europea e spettanti agli agricoltori sulla base di diritti e procedure amministrative. Per questo è inaccettabile che una comunicazione istituzionale collegata all’erogazione dei fondi venga utilizzata per celebrare l’operato dell’esecutivo”.
Così il deputato dem della commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Agea – aggiunge – non è il megafono del governo né una struttura di partito. È un ente pubblico che dovrebbe garantire imparzialità, autonomia e terzietà. Quando una comunicazione ufficiale si trasforma in uno strumento di consenso politico viene superato un limite che non dovrebbe mai essere oltrepassato. Ancora più preoccupante è l’idea di un’Agenzia che rivendica di aver sincronizzato la propria attività con le politiche del ministro. La pubblica amministrazione deve servire lo Stato e i cittadini, non identificarsi con il governo di turno. Le istituzioni appartengono a tutti. Per questo – aggiunge – chiediamo che Agea torni a svolgere esclusivamente il proprio ruolo istituzionale, nel pieno rispetto dei principi di indipendenza, neutralità e imparzialità che la Costituzione impone alla pubblica amministrazione”.