(AGENPARL) - Roma, 16 Giugno 2026 - "La risposta del Ministro Musumeci alla mia interrogazione parlamentare sugli incendi che nei mesi scorsi hanno devastato il Monte Faeta non può limitarsi ad un semplice richiamo delle procedure amministrative o a uno scaricabarile di responsabilità tra enti istituzionali. Di fronte a una tragedia ambientale di questa portata, il Governo non può sottrarsi alle proprie responsabilità né restare sostanzialmente assente rispetto a quanto accaduto".
È quanto dichiara il capogruppo del Partito Democratico in Commissione Ambiente alla Camera, Marco Simiani, intervenendo oggi, martedì 16 giugno, nell'Aula di Montecitorio durante la discussione della sua interrogazione parlamentare dedicata al grave incendio che ha colpito il Monte Faeta.
"Parliamo di un disastro che ha distrutto oltre 700 ettari di patrimonio boschivo tra le province di Pisa e Lucca, provocando danni gravissimi dal punto di vista ambientale, paesaggistico e naturalistico, con conseguenze importanti sull'equilibrio dell'ecosistema locale e sulla sicurezza del territorio. In situazioni come questa lo Stato ha il dovere di affiancare concretamente le comunità colpite, sostenendo gli enti locali e mettendo in campo risorse adeguate non solo per affrontare l'emergenza ma anche per garantire il ripristino delle aree devastate. Per questo ho chiesto al Ministro Musumeci di recarsi direttamente sul Monte Faeta e di aprire un confronto operativo con Regione Toscana, amministrazioni locali, Vigili del Fuoco e sistema antincendio boschivo, così da individuare rapidamente strumenti e finanziamenti necessari alla ricostruzione ambientale e alla messa in sicurezza dell'area".
"Serve inoltre un piano nazionale serio, strutturale e lungimirante per la gestione, la manutenzione e la valorizzazione delle aree boschive del nostro Paese. Davanti all'aumento costante degli incendi, aggravato anche dagli effetti della crisi climatica, non possiamo continuare a rincorrere le emergenze. È necessario costruire una strategia nazionale efficace fondata sulla prevenzione, sulla tutela del patrimonio naturale e sulla difesa del territorio, perché proteggere i boschi significa proteggere il futuro delle nostre comunità", conclude Simiani.
Roma, 16 giugno 2026