(AGENPARL) - Roma, 15 Giugno 2026 - A GOVERNO DI DIFENDERSI DA SCELTE IRRAZIONALI E SUICIDE"
Roma, 15 giugno 2026
"Si continua a parlare di un'Europa 'incompiuta', ma non si capisce il
compimento di questo progetto che forma dovrebbe prendere. Se non definiamo
correttamente che forma dovrebbe prendere un'UE 'compiuta' non possiamo
dire che quella di cui disponiamo non lo sia, e non possiamo nemmeno
chiedere ai cittadini di sostenerci in un eventuale tragitto democratico
verso questo compimento, senza il quale ci si dice che l'UE non può fare di
più. Ma l'Europa 'deve fare di più'? L'abolizione del diritto di veto
significherebbe l'obliterazione delle decisioni dei parlamenti nazionali
senza che sia chiaro con cosa si andrebbe a sostituirli", ha dichiarato il
intervento in discussione generale sulla mozione Richetti ed altri in
materia di superamento del diritto di veto nelle decisioni delle
istituzioni dell'Unione europea.
"Con il superamento del principio di unanimità – prosegue Bagnai – si
andrebbe a modificare un aspetto fondante dei Trattati. In questo modo,
dunque, si sta implicitamente ammettendo che è possibile allora rivedere le
norme costitutive dell'Unione Europea. Dall'altra parte, tuttavia, siamo
costretti a rispettare le regole del Patto di Stabilità, che invece
apprendiamo essere granitiche e intangibili. Quale è allora il minimo comun
denominatore? Le regole del Patto di Stabilità costringono i Governi
nazionali, e quindi vanno difese, mentre il principio di unanimità, che
difende i Governi nazionali, va superato. E' evidente l'antiparlamentarismo
che proviene proprio da quelle forze politiche che rivendicano di avere
contribuito, con la loro lotta, a rendere l'Italia un Paese democratico. Ai
colleghi progressisti dico che nessuno vuole quello che vogliono loro. Non
lo vuole il popolo, non lo vogliono le élite, gli ambienti industriali
italiani, che sono invece infastiditi dall'ipertrofia regolamentare europea
e dalle deprecabili scelte in materia industriale che si sono susseguite
negli ultimi tempi. Probabilmente, non sarebbero favorevoli al superamento
del principio di unanimità nemmeno quegli Stati che dicono di voler far
aderire all'UE. Infatti, perché uno Stato terzo dovrebbe aderire ad un
progetto politico sapendo che non potrà mai alzare il dito per difendere un
proprio interesse particolare?"
"Il popolo non vuole gli Stati Uniti d'Europa, è un tema che i progressisti
devono porsi invece di continuare a dare lezioni di democrazia, perché
esplicitamente che la costruzione dell'Unione Europea si sarebbe dovuta
mandare avanti con il manganello delle crisi, prima economica e adesso
militare. L'idea che il Governo non possa difendersi di fronte a indirizzi
irrazionali e suicidi che vengono dalle sedi europee è da folli", ha
concluso.