(AGENPARL) - Roma, 15 Giugno 2026 - Il Disegno di legge n. 2670, presentato il 17 ottobre 2025 dai Ministri Lollobrigida e Foti, si apre con una premessa che chiarisce immediatamente la sua natura e la sua funzione nel quadro della programmazione economica nazionale. Il Governo afferma che il provvedimento «rientra tra i disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica per il triennio 2025‑2027», sottolineando così il ruolo strategico attribuito al settore agricolo all’interno della pianificazione economico‑finanziaria del Paese. La premessa introduce poi l’illustrazione degli articoli, che compongono un intervento organico e strutturale volto a rafforzare produzione, filiere, resilienza e competitività dell’agricoltura italiana.
Il primo articolo si concentra sul rafforzamento della sovranità alimentare, intervenendo sia sul Fondo già istituito dalla legge 197 del 2022, sia attraverso una nuova e più ampia autorizzazione di spesa per investimenti strutturali. Il testo stabilisce che la dotazione del Fondo venga incrementata di «30 milioni di euro per l’anno 2026 e di 40 milioni di euro per l’anno 2027», mentre una seconda linea di intervento introduce risorse molto più consistenti: «50 milioni di euro per il 2026, 100 milioni di euro per il 2027 e 150 milioni di euro per il 2028». Questi fondi sono destinati a garantire approvvigionamenti diversificati, rafforzare le filiere locali, contrastare lo spopolamento delle aree interne e sostenere strutture e tecnologie per la produzione di vitelli autoctoni. Le coperture finanziarie provengono dal fondo speciale del MEF, dal fondo di riassicurazione dei rischi e dal Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021‑2027, secondo quanto previsto dai commi successivi.
L’articolo 2 introduce un intervento mirato alla filiera del frumento, prevedendo un credito d’imposta da 10 milioni di euro per il 2026 destinato alle imprese di trasformazione che sottoscrivono nuovi contratti di filiera con produttori di frumento italiano. Il testo definisce con precisione cosa debba intendersi per contratto di filiera, descrivendolo come un «accordo scritto… avente ad oggetto la fornitura di frumento di origine italiana per un periodo di durata compresa fra tre anni e cinque anni». Il beneficio fiscale è modulato in base alla durata del contratto, con aliquote del 20, 30 e 40 per cento. L’intervento è soggetto alla disciplina europea sugli aiuti di Stato e, come specifica il comma 4, richiede la notifica alla Commissione europea ai sensi degli articoli 107 e 108 del TFUE.
L’articolo 3 affronta una delle criticità strutturali della zootecnia italiana: la forte dipendenza dall’estero per i giovani bovini da ingrasso. Il testo ricorda che «circa il 50 per cento della carne prodotta in Italia deriva dall’ingrasso di animali provenienti dall’estero» e che ogni anno vengono importati «tra 1.100.000 e 1.300.000 capi», in gran parte dalla Francia. Per invertire questa tendenza, il DDL introduce contributi destinati a incrementare il numero di vacche nutrici e a sostenere tutte le fasi della linea vacca‑vitello, dall’acquisto di manze iscritte ai libri genealogici alla produzione e allo svezzamento dei vitelli. La dotazione finanziaria è significativa: 50 milioni di euro per il 2026, 50 milioni per il 2027 e 200 milioni per il 2028. L’intervento è inquadrato nel regime europeo degli aiuti de minimis, in conformità ai regolamenti UE 1408/2013 e 2023/2831.
L’articolo 4 si concentra sul ricambio generazionale e sull’imprenditoria femminile, autorizzando una spesa di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028 per finanziare le agevolazioni previste dal decreto legislativo 185 del 2000. Il legislatore sottolinea l’importanza strategica di sostenere giovani e donne in agricoltura, considerati motori di innovazione, sostenibilità e competitività. Le risorse provengono dal Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021‑2027.
L’articolo 5 affronta il tema delle fitopatie dell’olivo, con particolare riferimento alla Xylella fastidiosa, che dal 2013 ha devastato ampie aree del Mezzogiorno. Il DDL autorizza una spesa complessiva di 300 milioni di euro, distribuiti in 50 milioni per il 2026, 50 milioni per il 2027 e 200 milioni per il 2028, destinati a un piano strategico nazionale per il reimpianto di oliveti con cultivar resistenti e per la riconversione colturale. Il testo ricorda che il precedente piano straordinario del 2020 si è rivelato insufficiente, poiché «sono state presentate oltre 8.100 domande» per un fabbisogno di 222 milioni di euro, a fronte di una disponibilità di soli 80 milioni.
L’articolo 6 introduce una misura temporanea di sostegno creditizio per le imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura colpite da epizoozie nel 2025. Le imprese potranno sospendere per dodici mesi il pagamento della quota capitale dei mutui e dei finanziamenti in scadenza nel 2026, a condizione di dimostrare una riduzione significativa del volume d’affari o della produzione. La sospensione riguarda solo la quota capitale, mentre gli interessi continuano a essere pagati. Il testo precisa che la misura opera nel rispetto dei regolamenti europei sugli aiuti de minimis e non comporta oneri diretti per lo Stato.
L’articolo 7 interviene sul settore suinicolo, colpito dalla peste suina africana dal 2022. Il DDL ricorda che la malattia ha causato perdite enormi, con stime di «20 milioni di euro al mese» nei periodi di chiusura dei mercati esteri. L’intervento modifica l’articolo 26 del decreto‑legge 4 del 2022, introducendo un contributo di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028 a favore delle aziende di macellazione per il congelamento e lo stoccaggio dei suini provenienti da zone di restrizione.
L’articolo 8, infine, introduce nella legge 154 del 2016 un nuovo articolo 16‑bis, che consente all’ISMEA di concedere in comodato d’uso gratuito terreni agricoli di sua proprietà a giovani tra i 18 e i 41 anni. Il testo stabilisce che il comodatario sia selezionato tramite procedura competitiva a evidenza pubblica e che il procedimento ricalchi quello della Banca delle terre agricole. L’obiettivo è ampliare l’accesso alla terra per i giovani agricoltori, affiancando questa misura alla vendita dei terreni ISMEA già prevista dal decreto‑legge 193 del 2016.
Link istituzionale Camera dei deputati (Atto C. 2670)
🔗 https://www.camera.it/leg19/1267?tema=2670