(AGENPARL) - Roma, 15 Giugno 2026 - Il Disegno di legge C. 2670 – “Misure di consolidamento e sviluppo del settore agricolo”, attualmente all’esame della XIII Commissione Agricoltura della Camera, si colloca nel sistema della programmazione finanziaria come provvedimento collegato alla legge di bilancio, secondo la definizione prevista dalla legge n. 196/2009 sulla contabilità e finanza pubblica. Questo significa che il DDL non è un intervento isolato, ma parte integrante dell’architettura della manovra economica, con effetti programmati sul triennio e con coperture coordinate con i saldi di finanza pubblica fissati dalla legge di bilancio 2026–2028. La scheda ufficiale della Camera lo classifica infatti come “Collegato alla manovra di finanza pubblica”, corredato da relazione tecnica e analisi tecnico‑normativa, elementi obbligatori per i provvedimenti che incidono su spesa e programmazione pluriennale.
Il DDL si innesta su un quadro normativo già consolidato, che comprende la disciplina dei fondi agricoli nazionali, la normativa su ISMEA, le regole europee della PAC 2023–2027, i decreti legislativi in materia di gestione del rischio e i precedenti interventi delle leggi di bilancio che hanno istituito o rifinanziato strumenti come il Fondo per la sovranità alimentare e i contratti di filiera. La logica del collegato è proprio questa: non creare un nuovo sistema, ma rafforzare e ampliare strumenti già esistenti, assicurando continuità finanziaria e capacità programmatoria.
Il cuore del DDL è il rafforzamento della sovranità alimentare, concetto introdotto nelle ultime manovre e ora consolidato attraverso un rifinanziamento pluriennale del Fondo dedicato, con risorse destinate a colture strategiche, filiere cerealicole e zootecniche, recupero dei terreni abbandonati e sostegno alla produzione nazionale. Questo intervento dialoga con le norme già vigenti che regolano il funzionamento del Fondo e con i decreti ministeriali che ne definiscono criteri e modalità operative. La scelta di collocare queste misure in un collegato alla legge di bilancio consente di garantire stabilità finanziaria e di programmare interventi strutturali, superando la logica degli stanziamenti annuali frammentati.
Accanto alla sovranità alimentare, il DDL dedica ampio spazio al rafforzamento delle filiere agroalimentari, con particolare attenzione ai comparti cerealicolo e zootecnico. Le misure previste si collegano alla disciplina dei contratti di filiera e di distretto, già regolati da norme precedenti e rifinanziati più volte dalle leggi di bilancio. Il DDL interviene anche sulla gestione delle crisi di mercato e delle emergenze sanitarie, come fitopatie, epizoozie e peste suina africana, raccordandosi con i regolamenti europei sulla sanità animale e con i decreti legislativi nazionali che disciplinano prevenzione, biosicurezza e indennizzi.
Un altro asse fondamentale è quello dell’innovazione e digitalizzazione, che il DDL promuove attraverso misure per l’adozione di tecnologie avanzate, sistemi di agricoltura di precisione e strumenti digitali per la gestione aziendale. Questi interventi si inseriscono nel quadro più ampio della strategia europea “Farm to Fork” e delle misure nazionali finanziate anche tramite PNRR, creando un raccordo tra programmazione agricola, innovazione tecnologica e sostenibilità. La semplificazione amministrativa, altro pilastro del DDL, si collega invece alla normativa sui Centri autorizzati di assistenza agricola (CAA) e agli obiettivi di riduzione degli oneri burocratici già richiamati nelle leggi di bilancio e nei decreti attuativi della PAC.
Il DDL dedica poi una parte rilevante al ricambio generazionale, prevedendo strumenti per facilitare l’accesso alla terra e al credito per i giovani agricoltori, in coordinamento con le misure già previste da ISMEA, dalla PAC e dai Programmi di sviluppo rurale. L’obiettivo è rendere più efficace l’intero sistema di sostegno all’insediamento giovanile, superando frammentazioni e sovrapposizioni e garantendo una cornice finanziaria stabile grazie al collegamento con la legge di bilancio.
Nel complesso, il DDL 2670 si configura come un provvedimento organico che, pur nella sua natura ordinaria, svolge una funzione strutturale all’interno della manovra economica, rafforzando strumenti esistenti, consolidando fondi strategici, coordinando risorse nazionali ed europee e intervenendo su filiere, innovazione, gestione del rischio e ricambio generazionale. La sua collocazione come collegato alla legge di bilancio ne definisce la portata: non un intervento episodico, ma un tassello della strategia economica complessiva del Paese per il settore agricolo.
Link istituzionale Camera dei deputati (Atto C. 2670): https://www.camera.it/leg19/1267?tema=2670
Link istituzionale Senato (scheda del provvedimento): https://www.senato.it/leg/19/BGT/Schede/Ddliter/XXXXX.htm