Utenti segnalano presunte facilitazioni negli accessi e chiedono verifiche. Intanto pareti, soffitti e infissi reclamano manutenzione. Il personale sanitario continua a garantire professionalità e assistenza.
(AGENPARL) - Roma, 13 Giugno 2026 -
Al Poliambulatorio della Vittoria, struttura che garantisce assistenza specialistica ambulatoriale, diagnostica, esami di laboratorio, certificazioni e servizi di medicina di base, ogni giorno va in scena il consueto pellegrinaggio di cittadini armati di impegnativa, ticket pagato ed eterna pazienza.
Fin qui tutto normale. Meno normale, almeno secondo alcune testimonianze raccolte tra gli utenti in attesa, sarebbe la presenza di una signora che si muoverebbe con particolare disinvoltura tra corridoi e stanze, svolgendo una sorta di attività di “facilitazione relazionale” con alcuni pazienti.
Naturalmente non sappiamo se vi siano irregolarità, favoritismi o semplicemente coincidenze degne di nota. Tuttavia più di un utente riferisce di aver assistito a ingressi e precedenze che avrebbero lasciato qualche perplessità tra le tante persone – soprattutto anziane – sedute ad attendere disciplinatamente il proprio turno.
Il tutto accade in una struttura dove, almeno sulla carta, l’organizzazione degli accessi e dei ticket eliminacode dovrebbe proprio servire a garantire ordine, trasparenza e riduzione delle attese.
Il vero paradosso? Chi lavora lì non c’entra
Le fotografie mostrano pareti segnate dall’umidità, infiltrazioni sul soffitto, intonaci che chiedono pensionamento anticipato, infissi che sembrano aver combattuto più campagne elettorali di molti politici e radiatori che attendono tempi migliori.
Eppure, a detta degli utenti, il personale infermieristico continua a svolgere il proprio lavoro con professionalità, disponibilità e competenza.
Insomma, chi lavora quotidianamente nella struttura sembra fare la propria parte. È il contesto che appare bisognoso di qualche attenzione in più.
Tre domande al Direttore Generale
All’attuale Direttore Generale dell’ASL Roma 1, il dottor Giuseppe Quintavalle, alcuni utenti vorrebbero rivolgere alcune semplici domande:
1. Intende verificare, attraverso un’ispezione interna, se persone esterne alla struttura possano effettivamente accedere liberamente ad aree riservate, muoversi nei locali senza particolari controlli o entrare in ambienti normalmente non accessibili ai pazienti?
2. L’ASL è a conoscenza di episodi analoghi? E, soprattutto, si tratta di casi isolati oppure di situazioni già segnalate in passato?
3. È prevista qualche opera di manutenzione straordinaria per restituire decoro agli ambienti, intervenendo su pareti, infiltrazioni, infissi, termosifoni e altri elementi che mostrano evidenti segni del tempo?
La morale della storia
In un’epoca in cui la sanità pubblica combatte quotidianamente con carenze di personale, risorse limitate e liste d’attesa infinite, vedere operatori sanitari impegnati a garantire servizi essenziali in ambienti che avrebbero bisogno di una manutenzione approfondita lascia inevitabilmente qualche riflessione.
E se la signora delle “facilitazioni” fosse soltanto una leggenda metropolitana da corridoio, tanto meglio: un controllo in più servirebbe comunque a rassicurare tutti.
Perché in un poliambulatorio pubblico la vera corsia preferenziale dovrebbe essere una sola: quella della trasparenza.



