(AGENPARL) - Roma, 13 Giugno 2026 - Meloni silente. Denunciamo alla Procura la violazione della legge Mancino.
"Immigrato pezzo di merda", "l'antifascismo è mafia", "viva il Duce". Sono
questi gli ignobili slogan scanditi oggi a Roma durante il corteo sulla
cosiddetta 'remigrazione'. Parole che costituiscono una pubblica apologia
del fascismo e una violazione esplicita della legge Mancino e degli
articoli 604 bis e ter del codice penale, che puniscono la propaganda
finalizzata all'istigazione all'odio razziale.
Di fronte a questo scempio, Giorgia Meloni tace. La stessa Presidente del
Consiglio sempre pronta a criticare ciò che veniva detto durante le
manifestazioni in favore del popolo palestinese e per la pace, oggi è
rimasta silente di fronte ad aberranti slogan neofascisti e razzisti che
hanno oltraggiato Roma, medaglia d'oro per la Resistenza antifascista.
Definire l'antifascismo una 'mafia' significa insultare la memoria di
Sandro Pertini, di Aldo Moro, di Alcide De Gasperi e di tutti coloro che
hanno costruito la nostra democrazia, spesso a costo della propria vita. È
un oltraggio intollerabile che non può rimanere senza conseguenze.
Per questo denuncerò il tutto all'autorità giudiziaria. La violazione della
legge Mancino è chiara e documentata. Il nostro ordinamento e i nostri
valori democratici vanno difesi da questi neo-nazifascisti.
La cosìdetta proposta di legge sulla remigrazione richiama una logica di
esclusione su base etnica e culturale che è incompatibile con la
Costituzione italiana e con i principi fondamentali dello Stato di diritto"