(AGENPARL) - Roma, 11 Giugno 2026 - "L'Italia non c'è nei principali processi decisionali europei. Al vertice Ue-Balcani dello scorso fine settimana la Presidente Meloni non si è presentata ed è stato grave non solo perché quello per noi è un teatro strategico, ma perché si discuteva del nostro futuro. I leader del formato E3 hanno provato ad assumere una iniziativa vera diplomatica su Putin. Noi lo chiedevamo da tempo. Se Meloni voleva un inviato europeo poteva proporlo; non le piace quel formato, ma di fronte all'immobilismo di questi mesi almeno è stata una mossa politica. E l'Italia non c'era. E infatti ora gli ambasciatori di quei tre Paesi sono ad un tavolo con il ministro degli Esteri russo. E l'Italia non c'è. La Presidente Meloni non vuole che l'Europa si autoescluda. Finora l'unica che si è autoesclusa è lei. Nella sua posizione non può fare l'offesa, deve fare politica. Ma noi pensiamo che ci sia una ragione di fondo: l'assenza della Meloni è la conseguenza di un vuoto di strategia. Oggi la politica estera è la principale ragione della sua crisi e del suo fallimento perché è crollata l'intera impalcatura su cui si reggeva, la vicinanza a Donald Trump. Dopo la rottura, peraltro subita, Meloni è rimasta immobile, incapace di trovare un'altra strada. E in questo immobilismo sono cresciute le ambiguità. Come per esempio sull'Ucraina abbiamo avuto due posizioni del Governo: una di Tajani e una di Crosetto. E oggi nella risoluzione di maggioranza non dice nulla. Certo che è un percorso e che serve la pace, anzi va rilancia proprio in una prospettiva di pace. Meloni forse sta ancora aspettando il suo Trump immaginario, quello che voleva fare la pace concordata in Alaska senza l'Ucraina e senza l'Europa". Lo ha detto in Aula alla Camera Peppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd, intervenendo sulle comunicazioni della Presidente del Consiglio in vista del Consiglio Europeo.
Roma, 11 giugno 2026