(AGENPARL) - Roma, 10 Giugno 2026 - "Appare evidente dopo l'audizione di Giorgetti che, dei tre pilastri che riguardano il Freedom Act, cioè il regolamento europeo da attuare già scaduto dall'8 agosto scorso, la maggioranza di governo non ne vuole applicare nemmeno uno.
Non vuole avere una governance trasparente, non vuole avere sostanzialmente una stabilità dal punto di vista delle risorse da dare alla Rai, tanto è vero che Giorgetti parla di una questione del canone e invece bisognerebbe stabilire se optare per il canone o la fiscalità generale e dare sicurezza di risorse alla Rai in quanto servizio pubblico, e in più non ha minimamente parlato di tutto quello che è l'autonomia editoriale dei giornalisti e la libertà e l'indipendenza che si deve ad un servizio pubblico in questa direzione.
Siamo all'anno zero oltre allo stallo della commissione di Vigilanza da oltre un anno e mezzo all'attività di controllo e vigilanza che il Parlamento deve esercitare sulla Rai.
La verità è che la maggioranza non si vuole occupare della Rai e risolvere i temi che sono della Rai, ma vogliono occupare la Rai come stanno facendo con Tele Meloni". Lo dichiarano in una nota i parlamentari PD della commissione di vigilanza sulla rai a margine dell'audizione in Senato del ministro Giorgetti.
"Non si sono occupati nemmeno del tema di garanzia dei 2/3 per eleggere il presidente perché e la verità è che sono allergici ai controlli e non vogliono un presidente di garanzia.
Quindi, delle due l'una: o l'Europa ha firmato la propria sconfessione o su questa lettera – segreta almeno quanto il terzo segreto di Fatima – ci dicono verità parziali.
E addirittura la presa in giro di usarla per giustificare l'eliminazione della maggioranza qualificata, oggi unico limite allo strapotere dei governi", concludono i dem.
Roma, 10 giugno 2026