(AGENPARL) - Roma, 9 Giugno 2026 - Il Decreto‑Legge 7 maggio 2026, n. 66, attualmente in corso di esame alla Camera (C.2920), è presentato come un intervento urgente per rilanciare il settore edilizio e accelerare i processi di rigenerazione urbana. Tuttavia, il suo impatto non si limita alle città: molte delle misure previste hanno ricadute dirette anche sulle aree rurali, sui borghi, sulle case sparse e sui fabbricati agricoli dismessi, che costituiscono una parte significativa del patrimonio edilizio italiano.
Il decreto punta innanzitutto a semplificare le procedure autorizzative, riducendo tempi e passaggi burocratici per interventi di manutenzione, ristrutturazione e ampliamento degli edifici esistenti. Questo approccio, applicato alle zone agricole, significa rendere più agevole il recupero di immobili rurali spesso abbandonati o sottoutilizzati, favorendo così la residenzialità e contrastando lo spopolamento.
Un altro elemento rilevante riguarda la rigenerazione del patrimonio edilizio rurale: il DL 66/2026 incoraggia il riuso di stalle, fienili, annessi agricoli e strutture storiche, consentendone la trasformazione in abitazioni, agriturismi, strutture ricettive o servizi locali, nel rispetto delle normative paesaggistiche regionali. L’obiettivo è valorizzare ciò che già esiste, evitando nuovo consumo di suolo e sostenendo la multifunzionalità agricola.
Il decreto apre inoltre alla possibilità di realizzare o recuperare alloggi per lavoratori stagionali, un tema particolarmente sensibile nelle aree agricole. Le Regioni potranno definire procedure semplificate per garantire soluzioni abitative dignitose e regolari, in coerenza con le misure del DL 62/2026 sul contrasto al caporalato.
Infine, il Piano Casa introduce un fondo nazionale destinato anche ai piccoli comuni e ai territori rurali, con priorità agli interventi che favoriscono la permanenza delle famiglie, la riqualificazione dei borghi e la rivitalizzazione delle aree interne.
Nel complesso, il DL 66/2026 si configura come un provvedimento che, pur nato per rispondere alle esigenze del settore edilizio, assume una forte valenza territoriale: nelle zone rurali può diventare uno strumento strategico per recuperare edifici inutilizzati, sostenere l’abitare, migliorare i servizi e rafforzare la competitività delle imprese agricole e agrituristiche.