(AGENPARL) - Roma, 9 Giugno 2026 - Il pacchetto dei disegni di legge 972, 1145 e 1167 rappresenta il tentativo più organico degli ultimi anni di aggiornare e rafforzare la normativa italiana contro lo spreco alimentare, un fenomeno che continua a generare costi economici, ambientali e sociali significativi lungo l’intera filiera. I tre testi, attualmente all’esame della 9ª Commissione del Senato, convergono verso un obiettivo comune: costruire un quadro più moderno, più semplice e più efficace per favorire il recupero, la redistribuzione e il riutilizzo delle eccedenze alimentari.
Il punto di partenza è la consapevolezza che la Legge Gadda (166/2016), pur avendo introdotto strumenti innovativi e apprezzati, necessita oggi di un aggiornamento. Le filiere sono cambiate, le tecnologie di tracciabilità si sono evolute e la domanda sociale di sostenibilità è cresciuta. Da qui l’esigenza di una riforma che renda più agevole donare, più conveniente recuperare e più efficiente coordinare gli attori coinvolti.
I tre ddl intervengono su più livelli. Da un lato, puntano a semplificare le procedure per le imprese della trasformazione, della distribuzione e della ristorazione, riducendo gli ostacoli burocratici che ancora frenano le donazioni. Dall’altro, rafforzano il ruolo degli enti del terzo settore, prevedendo strumenti più chiari per la gestione delle eccedenze e per la collaborazione con Comuni, Regioni e strutture caritative. Un’attenzione particolare è dedicata al tema della doggy bag, che viene rilanciata come pratica culturale oltre che normativa, con l’obiettivo di ridurre lo spreco nella ristorazione e sensibilizzare i consumatori.
Il pacchetto introduce inoltre misure per migliorare la tracciabilità delle eccedenze, favorire la digitalizzazione dei flussi e promuovere piattaforme di incontro tra domanda e offerta di prodotti recuperabili. Si rafforza anche il capitolo dedicato all’educazione alimentare, con iniziative rivolte alle scuole, alle famiglie e ai consumatori, nella consapevolezza che la lotta allo spreco non può essere solo normativa ma deve diventare un comportamento diffuso.
Dal punto di vista ambientale, i ddl riconoscono il valore del recupero come strumento di riduzione delle emissioni e di uso più efficiente delle risorse naturali. Sul piano sociale, la riforma punta a consolidare il legame tra eccedenze e solidarietà alimentare, facilitando il lavoro delle reti che ogni giorno garantiscono pasti e beni essenziali alle fasce più fragili della popolazione.
L’esame congiunto dei tre testi in Commissione mira ora a costruire un testo unificato, capace di integrare le proposte e di offrire una cornice normativa coerente. Il confronto politico è aperto, ma il tema gode di un consenso trasversale: maggioranza e opposizioni riconoscono la necessità di aggiornare la disciplina e di rafforzare gli strumenti operativi, in linea con gli obiettivi europei di sostenibilità e con le strategie nazionali contro lo spreco.
In sintesi, i ddl 972, 1145 e 1167 rappresentano un passaggio importante verso una gestione più responsabile delle risorse alimentari. La riforma punta a un equilibrio tra semplificazione per le imprese, sostegno al terzo settore, educazione dei consumatori e tutela dell’ambiente, con l’obiettivo di trasformare la lotta allo spreco in una politica strutturale e non più emergenziale.