(AGENPARL) - Roma, 9 Giugno 2026 - Il Ddl 1836 si colloca nel percorso nazionale verso la decarbonizzazione e punta a definire un quadro normativo più chiaro per la cattura, il trasporto e lo stoccaggio della CO₂. Il provvedimento, su cui la 9ª Commissione del Senato esprime parere alla 8ª Commissione Ambiente, non riguarda soltanto i grandi settori industriali, ma tocca in modo significativo anche l’agroindustria e il comparto delle bioenergie, che stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nelle strategie climatiche.
Per l’agroindustria, il ddl apre la possibilità di integrare sistemi di cattura della CO₂ direttamente negli stabilimenti di trasformazione alimentare, nei distretti zootecnici e nelle filiere ad alta intensità energetica. La riduzione dell’impronta carbonica diventa così un elemento competitivo, soprattutto in vista delle richieste dei mercati internazionali e delle certificazioni di sostenibilità. Il testo favorisce inoltre accordi di filiera e percorsi condivisi per la gestione delle emissioni, valorizzando anche la CO₂ di origine biogenica.
Il provvedimento è particolarmente rilevante per il settore delle bioenergie, dove la CO₂ prodotta è già neutra dal punto di vista del ciclo del carbonio. Integrando sistemi di cattura negli impianti di biogas e biometano, è possibile ottenere emissioni negative attraverso tecnologie BECCS, considerate strategiche dall’Unione europea. Il ddl apre quindi a nuove opportunità per gli impianti agricoli, dalla produzione di CO₂ alimentare e tecnica alla partecipazione a progetti di stoccaggio permanente.
Nel complesso, il Ddl 1836 rappresenta un tassello importante della transizione climatica italiana. Per l’agroalimentare e per le bioenergie non è solo un provvedimento ambientale, ma un’occasione di innovazione tecnologica, competitività internazionale e valorizzazione delle filiere agricole ed energetiche. La discussione parlamentare si concentra ora su sicurezza, governance e integrazione con le politiche agricole ed energetiche, in un quadro che vede la CO₂ non più solo come scarto, ma come risorsa da gestire in modo strategico.