(AGENPARL) - Roma, 9 Giugno 2026 - Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui
"L'accordo tra Spotify e Universal Music Group per generare cover e remix con l'intelligenza artificiale può anche introdurre elementi positivi sul piano del consenso e della remunerazione, ma solleva interrogativi seri che l'Europa non può ignorare: sulla concorrenza e sulla diversità culturale". Lo afferma l'europarlamentare del Gruppo S&D Nicola Zingaretti, che oggi ha depositato un'interrogazione scritta alla Commissione europea.
"Quando i due maggiori operatori mondiali del settore stringono un'intesa in esclusiva – spiega Zingaretti – il rischio è una chiusura del mercato a danno di chi sta fuori dal catalogo UMG: gli artisti indipendenti, le piccole etichette, i produttori autonomi. Per questo chiedo alla Commissione se intenda avviare un'indagine formale, e se non lo farà, che ci spieghi perché".
Al centro dell'interrogazione anche l'impatto sulla creatività e sui redditi. "Un modello che permette 'a una canzone di diventare diecimila' rischia di comprimere strutturalmente lo spazio economico e creativo della produzione culturale originale – osserva l'eurodeputato -. Dobbiamo chiederci che cosa resta del lavoro e del reddito degli artisti".
"L'intelligenza artificiale nella musica non è un tabù – conclude -. Ma non può diventare il cavallo di Troia per concentrare ancora di più un mercato già dominato da pochissimi attori. La sovranità culturale europea passa anche da qui"Gestisci la tua iscrizione | Cancella iscrizione
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