(AGENPARL) - Roma, 8 Giugno 2026 - l'emergenza abitativa**
Stamani l'inaugurazione dell'immobile con la vicepresidente Diop, il
sindaco Pignotti e Marco Seracini, presidente di Fondazione Caritas, che
gestirà la struttura insieme a Coeso e Arca. Completata la
ristrutturazione, nella residenza temporanea per persone in difficoltà
hanno fatto il loro ingresso i primi inquilini
/Scritto da Antonio Cannata, lunedì 8 giugno 2026/
Da proprietà della mafia a rifugio per persone con fragilità abitativa.
Bagno a Ripoli (Fi) confiscata alla criminalità organizzata, divenuta un
co-housing per chi è in difficoltà. L'inaugurazione della casa,
trasferita nel 2023 al Comune di Bagno a Ripoli, è avvenuta stamani con
l'ingresso dei primi quattro inquilini. A dare loro il benvenuto, il
sindaco di Bagno a Ripoli e presidente della Società della salute
fiorentina Sud-Est Francesco Pignotti, la vicepresidente della Regione
Toscana Mia Diop, le autorità civili, le forze dell'ordine, Marco
Seracini, presidente della Fondazione Solidarietà Caritas, il soggetto
individuato dalla Sds per gestire "Casa Gemma" insieme al Consorzio
CoeSo e alla cooperativa sociale Arca.
La casa, appartenuta in precedenza alla mafia cinese, è stata totalmente
ristrutturata grazie al cofinanziamento della Regione Toscana per 345.500
euro e a risorse proprie dell'amministrazione ripolese per 40mila euro.
Potrà ospitare fino a dieci persone e offrirà accoglienza temporanea a
persone in condizioni di vulnerabilità, accompagnandole in un percorso
graduale verso l'acquisizione dell'autonomia abitativa. Oltre a offrire una
collocazione abitativa temporanea, il co-housing infatti aiuterà gli
ospiti a riposizionarsi attraverso interventi di socializzazione,
collaborazione e solidarietà. Il nome dell'abitazione, "gemma", non a
caso fa riferimento al germoglio di una pianta, pronto a sbocciare, per
descrivere il percorso di crescita di una famiglia o di una persona che
dopo un momento di difficoltà ritrova la propria strada.
La ristrutturazione è stata pensata per creare un'abitazione flessibile in
grado di rispondere a diverse necessità, dai nuclei monoparentali alle
famiglie. Sette le camere, sei i bagni. In comune la cucina, la mansarda,
un ampio terrazzo, giardino e garage. Parte degli arredi è stata donata da
Ikea Firenze nell'ambito del progetto "Un posto da Chiamare Casa".
"Oggi Casa Gemma apre le sue porte e con esse si apre un nuovo capitolo
per questa comunità che lancia un messaggio forte contro le mafie e
l'illegalità. Quello che era un simbolo del potere della criminalità
diventa un luogo di diritti, di riscatto, di solidarietà. Eravamo già
stati qui alcune settimane fa per un sopralluogo, ma adesso inizia davvero
una nuova storia. Sono molto orgogliosa che la Regione abbia dato un
contributo importante e ringrazio per l'impegno e la determinazione il
Comune di Bagno a Ripoli e organizzazioni del Terzo settore, che insieme
hanno saputo trasformare questa villetta sottratta alla criminalità
organizzata in un luogo di inclusione. È il modo migliore per salutare i
trent'anni di una legge lungimirante come la 109, che ha consentito il
riuso sociale dei beni confiscati e ci permette di costruire concretamente
una Toscana più giusta", dichiara la vicepresidente Mia Diop.
"È stato estirpato un male che provava a mettere radici sul nostro
territorio. Alla mafia abbiamo risposto con un progetto che pensa ai più
fragili, all'insegna della legalità e dell'inclusione sociale. Tutto ciò
è stato possibile grazie al gioco di squadra tra istituzioni, forze
dell'ordine, mondo del terzo settore e associazioni. La dimostrazione che
unite le nostre comunità sono più forti della criminalità
organizzata", commenta il sindaco e presidente della Sds Francesco
Pignotti.
"Benvenuta a 'Casa Gemma', con l'auspicio che chi varca la sua soglia
possa trovarvi rifugio in un momento di difficoltà e l'opportunità per un
nuovo inizio. Un ringraziamento a coloro che hanno reso possibile questo
progetto, in particolare alla Regione, che ha contribuito in modo
fondamentale per dare alla casa il volto che vediamo oggi, a chi ha aiutato
a renderla accogliente e a chi da oggi la gestirà con dedizione e cura per
gli altri", afferma l'assessora comunale al Sociale Sandra Baragli.
"Per la Fondazione Caritas Firenze gestire Casa Gemma con i nostri
operatori significa molto più che tenere aperta una struttura: vuol dire
accompagnare ogni persona che vi troverà accoglienza in un percorso di
dignità e di autonomia. Saremo accanto a chi vive una condizione di
fragilità abitativa, non soltanto per offrire un tetto temporaneo, ma per
sostenere relazioni, fiducia e capacità di ripartire. Che tutto questo
nasca in un bene sottratto alla criminalità organizzata rende il nostro
impegno ancora più significativo: dove c'era sopraffazione e illegalità
prende forma oggi un luogo di cura e di comunità. Il male che si trasforma
in bene. Lavoreremo in stretta collaborazione con il Comune di Bagno a
Ripoli, la Società della Salute Fiorentina Sud Est, la Regione Toscana e i
partner con cui condividiamo questo cammino, il Consorzio per la
Cooperazione e la Solidarietà CoeSO e Arca Cooperativa sociale, convinti
che solo insieme un simbolo di dominio possa trasformarsi in un presidio di
diritti e di solidarietà", dichiara il presidente della Fondazione
Caritas Firenze Marco Seracini.
"Con la donazione degli arredi destinati a Casa Gemma, Ikea Firenze intende
sostenere le esigenze delle persone più fragili, contribuendo alla
creazione di spazi accoglienti e funzionali, in grado di rispondere
concretamente ai bisogni degli ospiti della struttura", dichiara Carlo
Guandalini, Market manager di Ikea Firenze.
L'iniziativa, nata in collaborazione con Fondazione Solidarietà Caritas
ETS, si inserisce nel più ampio impegno di Ikea Italia con il programma
"Un posto da Chiamare Casa", che negli ultimi dieci anni ha visto la
realizzazione di oltre 800 progetti sociali sul territorio nazionale, in
collaborazione con istituzioni ed enti del terzo settore, con l'obiettivo
di promuovere inclusione e restituire il senso di casa a chi ne ha più
bisogno.
