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SCUOLA, POLITI (LEGA): "POLEMICHE ROMA STRUMENTALI"
Roma, 5 giu. – "Le dichiarazioni dell'assessore Pratelli confermano purtroppo un approccio ideologico che continua a considerare le famiglie un ostacolo anziché il primo e fondamentale soggetto educativo riconosciuto dalla nostra Costituzione.
La legge approvata dal Parlamento non vieta alcun confronto educativo nelle scuole, né impedisce percorsi formativi su rispetto, relazioni o contrasto alla violenza. Al contrario, introduce un principio di trasparenza e corresponsabilità educativa: quando si svolgono attività extracurricolari che riguardano temi attinenti alla sessualità, le famiglie devono essere informate preventivamente e devono poter esprimere un consenso consapevole. È una norma di equilibrio, di buon senso e di rispetto della libertà educativa dei genitori, che non interviene sugli insegnamenti curricolari previsti dalle Indicazioni nazionali e non limita le attività ordinarie di educazione civica o di scienze. La scuola non può diventare il luogo in cui si sostituisce il ruolo educativo della famiglia, soprattutto su temi così delicati e sensibili. Educare significa costruire un'alleanza educativa vera tra istituzioni scolastiche e genitori, non alimentare percorsi opachi o sottratti alla conoscenza delle famiglie. Colpisce che la sinistra definisca 'veto' il semplice diritto dei genitori a sapere quali contenuti vengano proposti ai propri figli e da chi vengano trattati. La trasparenza non è censura. Il coinvolgimento delle famiglie non è oscurantismo. È rispetto democratico. Come ricordato anche da molte associazioni impegnate nella tutela dell'infanzia e della libertà educativa, i genitori non possono essere esautorati rispetto a questioni che riguardano la sfera affettiva e sessuale dei minori. La responsabilità educativa appartiene innanzitutto alla famiglia e la scuola deve accompagnare questo percorso, non sostituirsi ad esso. La nuova legge va esattamente in questa direzione: rafforzare il dialogo scuola-famiglia, garantire chiarezza sui contenuti proposti e tutelare il diritto dei genitori a partecipare consapevolmente al percorso educativo dei propri figli".