(AGENPARL) - Roma, 5 Giugno 2026 - Negli ultimi dieci anni il lavoro agricolo in Italia ha subito una trasformazione profonda e silenziosa: secondo i dati INPS, gli operai agricoli over 60 sono più che raddoppiati, superando oggi le 100.000 unità. È un numero che trova conferma anche nelle analisi ISTAT e CREA, che descrivono un settore in cui l’età media dei lavoratori ha ormai superato i 50 anni e in cui i giovani rappresentano una minoranza sempre più esigua. Solo il 9% delle aziende agricole è guidato da under 40, mentre il 70% dei conduttori ha più di 55 anni.
Questo invecchiamento non è un semplice dato demografico: è un fattore strutturale che incide sulla produttività, sulla sicurezza, sulla capacità di innovare e, in prospettiva, sulla stessa sopravvivenza delle aziende agricole. Le mansioni manuali restano molte, spesso pesanti, e diventano più difficili da sostenere con l’avanzare dell’età. Allo stesso tempo, la carenza di giovani rallenta l’adozione di tecnologie digitali, robotiche e genetiche che potrebbero rendere il settore più competitivo e resiliente.
Per affrontare questa tendenza servono politiche integrate e di lungo periodo. Sul piano istituzionale, strumenti come “Generazione Terra” di ISMEA possono favorire l’ingresso dei giovani, ma richiedono procedure più snelle e risorse più ampie. Allo stesso modo, incentivi fiscali mirati alle assunzioni giovanili, una riforma del lavoro stagionale più moderna e un rafforzamento degli ITS agroalimentari possono contribuire a rendere il settore più attrattivo.
Accanto alle misure economiche, è indispensabile puntare sulla meccanizzazione intelligente e sulla digitalizzazione: robot per la raccolta, sensori, droni, software gestionali e tecniche di miglioramento genetico come le TEA possono alleggerire il lavoro fisico, aumentare la produttività e rendere le aziende più resilienti ai cambiamenti climatici.
Infine, il ricambio generazionale non può prescindere da politiche territoriali che rendano le aree rurali luoghi in cui sia possibile vivere e lavorare: servizi, connessioni digitali, mobilità, cooperative di comunità e agricoltura sociale sono tasselli fondamentali per contrastare lo spopolamento e riportare giovani nelle campagne.
In sintesi, l’invecchiamento della forza lavoro agricola è un fenomeno reale, documentato e già in atto. Ma non è irreversibile: con una strategia che unisca politiche pubbliche, innovazione tecnologica, formazione e sviluppo territoriale, l’agricoltura italiana può tornare a essere un settore capace di attrarre nuove generazioni e affrontare con più forza le sfide del futuro.