(AGENPARL) - Roma, 5 Giugno 2026 - L’esame del provvedimento dedicato all’imprenditoria giovanile agricola sta proseguendo con grande attenzione da parte della Commissione, sostenuto da un forte interesse delle organizzazioni di settore che lo considerano una priorità assoluta per il futuro dell’agricoltura italiana. Il tema del ricambio generazionale è infatti uno dei più urgenti: l’età media degli agricoltori continua a salire, mentre l’ingresso dei giovani nel settore resta complesso, costoso e spesso ostacolato da burocrazia, difficoltà di accesso alla terra e limitato sostegno finanziario. Per questo il provvedimento si sta configurando come un intervento organico, che tocca fiscalità, credito, formazione, innovazione e semplificazione amministrativa.
Nel testo già approvato in Commissione è stato definito un primo nucleo di misure che rappresenta l’ossatura del provvedimento. Sono stati confermati gli incentivi fiscali per il primo insediamento, con agevolazioni per l’avvio dell’attività agricola e riduzioni delle imposte sui trasferimenti di terreni, così da rendere più accessibile l’ingresso nel settore. È stato inoltre rafforzato il ruolo di ISMEA, con il potenziamento della Banca delle Terre Agricole, l’ampliamento delle garanzie per l’accesso al credito e l’incremento delle risorse per mutui agevolati e leasing agrario. Parallelamente, sono state introdotte semplificazioni amministrative che puntano a ridurre gli adempimenti per le nuove imprese e a coordinare meglio le procedure con il SIAN, evitando duplicazioni documentali. Un altro elemento già definito riguarda la formazione: il testo prevede percorsi formativi certificati e forme di tutoraggio per accompagnare i giovani nei primi anni di attività, in raccordo con i programmi regionali.
Accanto alle misure già approvate, durante l’esame parlamentare sono emerse numerose proposte da parte delle organizzazioni agricole e dei gruppi politici, che chiedono un provvedimento ancora più incisivo. Una delle richieste più forti riguarda l’accesso alla terra, con la proposta di introdurre una prelazione rafforzata per i giovani, ampliare ulteriormente la Banca delle Terre Agricole e incentivare la vendita o l’affitto di terreni a giovani imprenditori. Sul fronte del credito, il settore chiede un fondo nazionale di garanzia dedicato, tassi agevolati più bassi nei primi anni di attività e strumenti di microcredito per le start‑up innovative. Anche la fiscalità è al centro del dibattito, con la richiesta di esenzioni contributive per i primi anni, regimi fiscali semplificati per le microimprese giovanili e incentivi per le aziende che assumono giovani. Un altro capitolo riguarda l’innovazione: molte proposte puntano a sostenere l’agricoltura 4.0, le energie rinnovabili, le tecnologie di precisione e l’accesso a consulenze tecniche specializzate. Infine, si chiede un coordinamento più stretto con la PAC e con i bandi del PNRR, così da evitare sovrapposizioni e massimizzare l’efficacia delle risorse disponibili.
Nonostante i progressi, diversi nodi restano ancora aperti e richiedono un accordo politico e tecnico. Il primo riguarda la definizione giuridica di “giovane agricoltore”: si discute se fissare il limite a 35 o 40 anni e quali requisiti di professionalità e formazione debbano essere richiesti. Un altro punto critico è il coordinamento con le Regioni, necessario per evitare sovrapposizioni con i Programmi di Sviluppo Rurale e garantire un quadro nazionale uniforme. Resta inoltre da definire il rapporto del provvedimento con la riforma in corso del sistema MASAF–AGEA–ISMEA, così da assicurare coerenza con la nuova organizzazione del Ministero, con la riforma dell’Organismo pagatore e con gli strumenti finanziari e informativi di ISMEA. Un ulteriore nodo riguarda le coperture finanziarie: occorre stabilire l’ammontare delle risorse disponibili e la loro ripartizione tra incentivi fiscali, credito, formazione e innovazione. Infine, è ancora aperta la discussione sulle misure dedicate alle aree interne e svantaggiate, dove il ricambio generazionale è particolarmente urgente e dove potrebbero essere previste maggiorazioni specifiche.
Il provvedimento si inserisce in un contesto più ampio di riforma del sistema agroalimentare, che comprende la riorganizzazione del MASAF, il rafforzamento dei controlli, la modernizzazione del SIAN e il potenziamento degli strumenti di sostegno alle filiere. In questo quadro, il capitolo dedicato ai giovani assume un valore strategico: senza nuove imprese, senza strumenti che rendano sostenibile l’ingresso nel settore e senza un reale ricambio generazionale, l’agricoltura italiana rischia di perdere competitività, capacità produttiva e presidio territoriale. La Commissione continuerà l’esame nelle prossime sedute, con l’obiettivo di arrivare a un testo più solido, coerente e rispondente alle richieste del mondo agricolo, che attende da tempo un intervento strutturale capace di dare futuro alle nuove generazioni.