(AGENPARL) - Roma, 4 Giugno 2026 - "Esprimo la più ferma condanna per l'uccisione del peacekeeper serbo impegnato nella missione UNIFIL in Libano. La morte di un militare delle Nazioni Unite che opera per garantire stabilità, sicurezza e dialogo rappresenta un fatto gravissimo che colpisce l'intera comunità internazionale.
Alle autorità serbe, alla famiglia del militare caduto e a tutto il contingente UNIFIL va il nostro cordoglio e la nostra vicinanza. Chi serve sotto la bandiera delle Nazioni Unite svolge un compito essenziale per la pace e non può mai diventare bersaglio di violenze.
È necessario fare piena luce sulle responsabilità dell'accaduto e rafforzare ogni iniziativa diplomatica volta a garantire la sicurezza dei peacekeeper impegnati nelle missioni internazionali.
Il Governo deve dirci chiaramente quali siano le condizioni di sicurezza e di operatività del contingente italiano e occorre valutare seriamente il ritiro del nostro contingente. La priorità resta il cessate il fuoco e il ritorno alla diplomazia".
Roma, 4 giugno 2026